Le donne sommelier protagoniste di "La Vite è Donna"
Saper creare le combinazioni perfette tra cibo e vino è una qualità spiccatamente femminile
Portopiccolo ha ospitato l'importante manifestazione organizzata da Le Donne del Vino e dedicata al ruolo femminile nel mondo dei sommelier
Lungo le coste dell’alto Adriatico giuliano, nella suggestiva cittadina friulana di Portopiccolo, si è svolto un evento all’insegna del buon vino e della femminilità. La manifestazione “La Vite è Donna: dal Barolo al Nero d’Avola” – ideata e organizzata dalla delegazione del Friuli Venezia Giulia dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino – ha visto la partecipazione di oltre 160 etichette e ben 80 produttrici.
La kermesse si è aperta con un convegno dedicato alla figura del sommelier: "I sommelier italiani sono i più bravi nel costruire gli abbinamenti – sostiene Gianluca Castellano, Miglior Sommelier Master of Friulano 2014 – sono ricercati in tutto il mondo proprio per questa loro capacità. L’abbinamento non è solo tecnica: è anche emozione. Quindi bisogna concentrarsi soprattutto sugli abbinamenti che sorprendono recuperando anche l’importanza dell’aroma e della contrapposizione per arrivare a toccare anche il cuore". È poi proseguita in serata con lo spazio dedicato alle degustazioni alla presenza della scrittrice Sveva Casati Modignani, madrina d'eccezione dell’evento.
Due gli aspetti principali emersi nel corso di “La Vite è Donna”: il ruolo e la presenza femminile nel mondo dei sommelier e l’arte di creare i giusti abbinamenti tra cibo e vino di alta qualità. "Le donne – afferma Donatella Cinelli Colombini, presidente de Le Donne del Vino – sono circa il 30% dei sommelier italiani e continuano ad aumentare nei corsi per chi assaggia e serve il vino così come fra gli studenti delle scuole alberghiere. Tuttavia, la presenza femminile fra chi si occupa del vino nelle sale dei ristoranti è ancora scarsa specialmente fra i “main chef sommelier” cioè i manager di strutture grandi. Le donne sono più attente all’abbinamento cibo-vino, regola che potrebbe svilupparsi al ristorante con alcune proposte: nel menù abbinare i cibi tipici con i vini che meglio li accompagnano in modo da favorire l’esplorazione del territorio in cui ci si trova e di abbinare i vini al bicchiere con specifici piatti in modo da proporre pasti cambiando vino a ogni portata". L’Associazione nasce nel 1988, su iniziativa della produttrice toscana Elisabetta Tognana, allo scopo di valorizzare le competenze femminili in questo settore. Ad oggi si contano più di 700 iscritte che rappresentano tutte le categorie della filiera vitivinicola italiana. A questa organizzazione si deve anche la prima festa delle donne del vino 2017 che, nel mese di marzo, ha coinvolto 12 regioni italiane.
Anche in questo settore le donne sono chiamate a farsi valere e apprezzare, superando scogli e ostacoli di carattere pregiudizievole che, nonostante i molti passi avanti, continuano a persistere. Sicuramente riusciranno anche grazie alla propria specificità femminile che darà un tratto distintivo alla figura del sommelier.
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