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CLARA MOSCHINI

Chiusura stabilimento Froneri, interrogazione al Ministro Poletti

L'impianto di produzione di gelati a Parma ha 180 addetti

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12379 presentato da DALL'OSSO Matteo; testo diVenerdì 6 ottobre 2017, seduta n. 865

 DALL'OSSO, COMINARDI, CIPRINI, CHIMIENTI, LOMBARDI e TRIPIEDI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

l'azienda Froneri, joint-venture costituita dalle società Nestlé e R&R Ice Cream, specializzata nel settore del lattiero-caseario refrigerato e nella produzione di gelati e surgelati, è presente in più di 20 Paesi in tutto il mondo ed impiega circa 12.500 lavoratori. In Italia è presente a Parma, Ferentino e Terni. Nello stabilimento ex Nestlé di Parma adibito al confezionamento di gelati, sono impiegati 180 dipendenti che raggiungono le 250 unità nel periodo estivo;

in data 27 settembre 2017, sul quotidiano online «La Repubblica» è stata pubblicata la notizia riguardante la decisione presa dall'azienda di chiudere lo stabilimento e di avviare il procedimento di licenziamento collettivo non prevedendo alcun ammortizzatore sociale, per 120 dipendenti del settore produttivo, numero in contrasto con quello dichiarato dai sindacati di 180 che include anche gli amministrativi, più i 70 stagionali;

l'azienda ha motivato la decisione di chiudere l'impianto parmigiano per «un insieme di cause di inefficienza su cui non è possibile intervenire secondo una logica industriale adatta alle sfide del mercato nazionale e internazionale» e per «l'esigenza di rendere sostenibile il business in Italia, compatibilmente con la complessità del contesto locale e l'andamento dei mercato di riferimento, che è in trasformazione per effetto di una crescente dinamica competitiva». L'azienda ha però specificato che «tutti i volumi di produzione realizzati nel sito di Parma saranno riallocati, in funzione delle esigenze tecniche ed organizzative, negli altri siti italiani»;

secondo i sindacati che seguono la vicenda, l'azienda si è comportata senza alcun rispetto per le relazioni industriali, attuando comportamenti che sono apparsi palesemente non corretti e ingannevoli, soprattutto dopo che a fine luglio 2017 aveva sottoscritto un verbale di incontro dove smentiva categoricamente l'ipotesi di chiusura, tranquillizzando il sindaco di Parma e i sindacati nazionali;

i lavoratori, dopo essere arrivati a conoscenza dell'avvio del procedimento di licenziamento collettivo, hanno annunciato lo stato di agitazione, il blocco degli straordinari e delle flessibilità e hanno dato mandato ai sindacati di intraprendere ogni iniziativa utile ad ottenere l'annullamento della procedura di licenziamento collettivo e un confronto con l'azienda atto a scongiurare la chiusura dello stabilimento –:

se il Ministro interrogato non intenda prontamente istituire un tavolo nazionale di confronto con l'azienda Froneri, le rappresentanze sindacali e le rappresentanze sindacali unitarie interessate, al fine di promuovere azioni volte all'esclusione del licenziamento per ognuno dei lavoratori fissi e stagionali dello stabilimento di Parma, prevedendo per gli stessi adeguati ammortizzatori sociali;

nel caso non si riescano ad evitare i licenziamenti dei sopraindicati lavoratori del sito di Parma, se non intendano assumere iniziative volte a prevedere un piano di ricollocamento per ognuno dei dipendenti licenziati.
(5-12379)

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