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CLARA MOSCHINI

Brexit: Unaprol, salvo l'export di olio

L'export verso il Regno Unito sale dell'11% nel 2019

Le vendite dell’extravergine italiano in Gran Bretagna sono quasi triplicate negli ultimi dieci anni, fa sapere l’Unione nazionale produttori olivicoli.

L’accordo annunciato sulla Brexit salva l’export di olio d’oliva italiano nel Regno Unito che registra una crescita dell’11% in volume. Lo spiega un’elaborazione di Unaprol, l’Unione nazionale produttori olivicoli, su dati Istat nei primi sette mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Le vendite dell’extravergine italiano in Gran Bretagna sono quasi triplicate negli ultimi dieci anni grazie al crescente apprezzamento degli inglesi, nonostante i tentativi strumentali di scoraggiarne il consumo attraverso le etichette a semaforo, per gli alimenti base della dieta mediterranea” spiega il presidente di Unaprol David Granieri che sottolinea “importante tutelare le produzioni di qualità con controlli in Italia e all’estero contro i sofisticatori o contro chi spaccia falsi sfruttando il Made in Italy”. 

L’olio d’oliva nazionale – sottolinea Unaprol – vale quasi 1,5 miliardi di euro di export nel mondo e rappresenta un’eccellenza a livello globale contando sul maggior numero di extravergini a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp), un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà in produzione. Quest’anno – sottolinea Unaprol - la raccolta dovrebbe crescere dell’80% arrivando a 315 milioni di chili, mentre i primi dati globali provvisori indicano che la Spagna dovrebbe produrre 1,35 milioni di tonnellate, mentre la Grecia sfiorerà le 300mila tonnellate.

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EFA News - European Food Agency

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