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CLARA MOSCHINI

Parmalat/2: lavoratori campani si appellano al vescovo

Hanno perso il lavoro dopo rescissione contratto con fornitore locale sotto inchiesta

Da tre giorni sono senza lavoro. Sono una quarantina dipendenti e collaboratori dello stabilimento Cil, quello in cui ogni mattina caricavano i loro furgoni per portare il latte Berna e gli altri prodotti nei market e nei negozi dell'area stabiese, dei Monti Lattari, dell'Agro e della zona vesuviana. La loro colpa è quella di lavorare per la società di Adolfo Greco, imprenditore stabiese indagato con i nipoti di Michele Zagaria del clan dei Casalesi. Parmalat ha avuto per anni un contratto di distribuzione con la Cil ma ora, visti gli sviluppi dell'inchiesta che la vedono indagata, ha deciso di rescindere il contratto di distribuzione (vedi notizia di EFA News). E i dipendenti rimasti senza lavoro hanno deciso di rivolgersi al Vescovo di Sorrento-Castellamare di Stabia ,Francesco Alfano. 

"Ci rivolgiamo a Lei, guida spirituale della nostra comunità, alla luce del grave disagio provocato dalla revoca della concessione per la vendita dei prodotti Parmalat alla nostra azienda. In poche ore la nostra storia personale e lavorativa è stata stravolta senza una motivazione che ci riguardasse direttamente. Ci siamo trovati repentinamente in una condizione di rischio del nostro posto di lavoro, rischio che riteniamo assolutamente ingiustificato dato che abbiamo quotidianamente svolto il nostro servizio nel rispetto dell'azienda. Lo abbiamo fatto con dedizione, impegno e correttezza nei confronti dell'azienda ma soprattutto nei confronti dei clienti Parmalat", scrivono i lavoratori che continuano a incontrarsi nella sede della società, ormai svuotata. 

"Un capannone vuoto senza prodotti da vendere. Un contenitore di cemento che ci è stato svuotato per motivi che, e lo ribadiamo, non ci riguardano. Perché noi il nostro lavoro l'abbiamo sempre fatto e fatto bene. Lo dimostrano i nostri risultati cresciuti con il passare degli anni. Eccellenza Reverendissima - è la conclusione dell'appello -  Le chiediamo di celebrare con noi, con le nostre famiglie, i nostri figli e con i nostri parenti, una Santa Messa nella nostra struttura, è l'unico modo, ascoltando le parole di conforto del nostro Vescovo, avere la consapevolezza che non siamo soli e che almeno Dio non ci ha abbandonati".

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EFA News - European Food Agency

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