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CLARA MOSCHINI

Farm to Fork/4: Coldiretti plaude all'origine in etichetta, ma respinge nutriscore

Prandini: "Inotre, preoccupanti pregiudizi sui consumi di carne e sugli allevamenti"

L'estensione dell'obbligo di etichette con l'indicazione dell'origine degli alimenti è una vittoria per 1,1 milioni di cittadini europei che hanno firmato l'iniziativa dei cittadini europei (Ice) "Eat original! Unmask your food" promossa dalla Coldiretti, da Campagna Amica ed altre organizzazioni europee, da Solidarnosc a Fnsea. Lo afferma in una nota il presidente Ettore Prandini nel sottollinare che si tratta di un risultato storico nell'ambito della strategia "farm to fork" del Green New Deal proposto dalla Commissione Europea che mostra tuttavia preoccupanti zone d'ombra nei fuorvianti bollini nutriscore e nei pregiudizi sui consumi di carne e sugli allevamenti. 

"L'etichetta con l'indicazione di origine degli alimenti risponde alle aspettative della stragrande maggioranza dei consumatori europei e dall'82% di quelli italiani che ritiene necessario superare le attuali politiche comunitarie sull'origine del cibo per contrastare un fenomeno, quello dei falsi e dei tarocchi, che solo all'Italia costa oltre 100 miliardi di euro all'anno nel mondo" sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare che "l'obbligo di indicare l'origine è una battaglia storica della Coldiretti". 

Tuttavia, per Coldiretti, è "incoerente la scelta a favore del bollino nutriscore. Sono inaccettabili sistemi di informazione visiva come il semaforo inglese, ma anche il nutriscore francese che invece di informare il consumatore cercano invece di influenzarlo orientandolo a preferire prodotti di minore qualità anche perché - precisa la Coldiretti - l'equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non nel singolo alimento". In questo contesto, "permane la preoccupazione per le misure che rischiano di compromettere la sostenibilità economica del settore" conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che su questo aspetto ha scritto al Commissario europeo Paolo Gentiloni.

Di parere opposto associazioni ambientaliste e favorevoli al mondo veg riunite  nella Coalizione #CambiamoAgricoltura, secondo le quali "il principale punto debole della strategia Farm to Fork riguarda il settore zootecnico per il suo contributo alle emissioni climalteranti, non fissando obiettivi di riduzione vincolanti, insieme alla necessaria promozione della progressiva riduzione e qualificazione dei consumi di prodotti di origine animale". “Le ambizioni della Farm to Fork saranno praticabili solo con una energica revisione della Pac per incidere sui sussidi perversi che oggi premiano la sovrapproduzione degli allevamenti intensivi e delle grandi superfici a monocoltura” affermano le associazioni di #CambiamoAgricoltura.

agu - 11897

EFA News - European Food Agency

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