Nestlè bandirà le uova prodotte da galline in gabbia entro il 2025
In alcune parti del mondo, come in Europa, oltre il 40% di uova utilizzate da Nestlè provengono da galline "cage-free"
Nestlé bandirà presto dai suoi prodotti le uova di galline allevate in gabbia. Una delle più grandi aziende alimentari al mondo, decide di utilizzare uova prodotte soltanto da galline “cage-free” in tutte le sue produzioni a livello globale, si legge in un comunicato pubblicato sul sito internazionale. In Europa e negli Stati Uniti, Nestlè realizzerà l’obiettivo entro la fine del 2020. Per il resto del continente americano, Medio Oriente, Africa e Oceania il passaggio avverrà entro il 2025. Lo stesso dovrebbe verificarsi in Asia, appena le condizioni lo consentano. In alcune parti del mondo, come in Europa, oltre il 40% di uova utilizzate da Nestlè provengono da galline non in gabbia. Scopo di Nestlè, si legge nella nota, è “migliorare la qualità della vita contribuendo a creare un futuro più salutare. Questo include naturalmente il garantire condizioni di benessere per gli animali che sono all’origine degli ingredienti usati nei propri prodotti”. L’annuncio giunge dopo diversi tavoli di confronto tra l’amministazione dell’azienda e le organizzazioni per la protezione animale in tutto il mondo.
L'importante decisione da parte della Nestlè si allinea al trend di altri paesi come Svizzera, Germania e Austria, in cui le politiche aziendali denominate "cage-free" hanno portato alla diminuzione e alla quasi scomparsa di allevamenti in gabbia per le galline. L'Italia segue l'esempio virtuoso degli altri. I dati infatti ci dicono che in Italia sono allevati oltre 40 milioni di galline ovaiole e la percentuale di allevamenti privi di gabbie è in costante crescita negli ultimi anni.
EFA News - European Food Agency