Criminalità, alimentare sotto attacco
L'illegalità costa a commercio e pubblici esercizi oltre 28 miliardi di euro
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Sulla questione sicurezza a sentirsi più vulnerabili sono gli ambulanti (46%) e gli operatori nel settore dell’alimentare (32%) che denunciano un peggioramento in termini di furti e contraffazione. Queste le statistiche che emergono da una indagine di Confcommercio in collaborazione con Gfk e presentata in occasione della Giornata nazionale sulla legalità.
L’illegalità è costata a commercio e pubblici esercizi, nel 2017, oltre 28 miliardi di euro, il 3,3% in più dell’anno precedente. Più di 180 mila posti di lavoro a rischio e un 9% di commercianti (ma al Sud si arriva al 16% contro il 4% al Nord) che ha subito minacce a scopo di estorsione. Nel dettaglio 21,5 miliardi da imputare ad abusivismo, contraffazione e taccheggio, e 6,8 miliardi di costi da imputare a criminalità e cybercriminalità.
All'incontro presente anche il ministro dell’Interno Marco Minniti che ha proposto “un’alleanza tra Stato e associazioni delle imprese” per la sicurezza e ha garantito che lo Stato e il suo ministero “sono a fianco di chi chiede sicurezza” e degli imprenditori che “scelgono di denunciare”. A intervenire nel corso del dibattito anche il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, il quale ha indicato che l’unica soluzione per vincere la battaglia contro la criminalità è “promuovere la cultura della legalità”, sostenendo la vicinanza di Confcommercio agli imprenditori che denunciano e chiedendo al Governo e alle Istituzioni maggior fermezza contro l’illegalità.
EFA News - European Food Agency