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CLARA MOSCHINI

Coldiretti si scaglia contro il prezzo del riso

Denunciato un aumento del costo di +500% dai campi alla tavola

I prezzi del riso che in Italia aumentano del 500% dal campo alla tavola . E’ quanto denuncia la Coldiretti nel sottolineare che le quotazioni del riso alla produzione sono praticamente dimezzate nell’ultimo anno e non si riescono piu’ a coprire i costi nelle risaie mentre i prezzi sugli scaffali per i consumatori sono praticamente rimasti stabili.

La Coldiretti parla "di speculazioni e degli inganni che colpiscono le risaie e danneggiano i consumatori", ma la causa degli aumenti è chiara e non servono dietrologie. I risicoltori italiani, infatti, subiscono gli arrivi di prodotto straniero spesso favorito dal regime particolarmente favorevole praticato nei confronti dei paesi meno avanzati (accordo EBA), che prevede la possibilità di esportare verso l’Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero. Ciò ha causato una vera e propria invasione di prodotto dai paesi asiatici, da dove proviene ormai la metà del riso importato.

"Nell’ultimo anno – sottolinea la Coldiretti - mentre il prezzo di un chilo di riso sullo scaffale è rimasto pressoché stabile con una valore medio di circa 3 euro, i prezzi riconosciuti agli agricoltori hanno fatto registrare contrazioni consistenti per le principali varietà di riso che vanno dal -58 % per l’Arborio al -57 % per il Carnaroli, dal -41 % per il Roma al -37% per il Vialone Nano. Il risone italiano viene pagato tra i 27,5 ed i 29,5 centesimi al chilo per l’arboreo e dai 24,5 ai 30,5 centesimi al chilo per il Carnaroli". 

Coldiretti mette le industrie nel mirino: "Più della metà del mercato nazionale è in mano a sole quattro industrie che - precisa la Coldiretti - godono di uno strapotere contrattuale nei confronti delle migliaia di risicoltori presenti in Italia". L'associazione agricola non fa nomi, ma se fossimo in presenza di un cartello, come sembra adombrare Coldiretti, si renderebbe necessario un intervento dell'antitrust. 

"La situazione è drammatica e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l’Italia – rileva la Coldiretti - è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate su un territorio coltivato di 234.300 ettari che copre circa il 50 % dell'intera produzione UE con una gamma varietale del tutto unica. Di fronte ad una situazione economica insostenibile dalle intenzioni di semina 2018 manifestate dai produttori che hanno risposto ad un primo sondaggio risulta nel complesso un calo di circa 12.000 ettari (-5%) rispetto alle semine del 2017 con un impatto devastante dal punto di vista economico, ambientale e occupazionale. La situazione sta infatti precipitando - conclude Coldiretti - e a rischio c’è il lavoro di oltre diecimila famiglie tra dipendenti e imprenditori impegnati nell’intera filiera".


agu - 2084

EFA News - European Food Agency

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