Gli animalisti contro il Parmigiano
Campagna social promossa dall'associazione Ciwf Italia
Contro i metodi di allevamento degli associati al consorzio
L'associazione per i diritti degli animali Ciwf Italia Onlus ha indetto una protesta sui social contro il Parmigiano Reggiano. "Dalla nostra video-inchiesta è emerso che le vacche del consorzio sono allevate a “pascolo zero”, senza mai avere la possibilità di brucare l’erba e di esprimere i propri comportamenti naturali" si legge nell'appello dell'associazione.
Per questo Ciwf ha intenzione di tempestare il Parmigiano Reggiano con la richiesta di attivare entro la fine del 2018 un programma che garantisca al più presto almeno 100 giorni di pascolo all’anno per le sue vacche.
La polemica era montata mesi fa in seguito a un'indagine dell'associazione su alcuni allevamenti che forniscono latte per i consorzi del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, cui avevano risposto i produttori del noto formaggio. Secondo l'organizzazione animalista le vacche da latte di Grana Padano e Parmigiano Reggiano sono tenute permanentemente in stalla, senza avere effettivo accesso al pascolo. Dall’investigazione sarebbe emerso, inoltre, che le vacche da latte degli allevamenti da cui proviene il latte di Grana Padano e Parmigiano Reggiano vengono nutrite anche con soia ogm.
Pronta era stata la replica, per bocca del Consorzio del Parmigiano Reggiano che spiega come "gli allevamenti della filiera del Parmigiano Reggiano sono sottoposti ai controlli dei veterinari come previsto dalla normativa vigente europea. Non esiste alcun “maltrattamento animale” in quanto gli standard dettati dalla legge sono ampiamente rispettati. La nostra filiera è sottoposta a controlli e si attiene scrupolosamente alla normativa in materia di benessere animale".
EFA News - European Food Agency