Inchiesta Ue riso (2): in Italia 22,5 mln di chili
Import dalla Birmania triplicato nell'ultimo anno
Il commento di Coldiretti
Come già scritto da EFANEWS nella notizia collegata, è partita la procedura comunitaria per fermare le importazioni di riso a dazio zero dai Paesi asiatici Eba "che nell’ultimo anno hanno dimezzato le quotazioni riconosciute agli agricoltori italiani su livelli insostenibili" commenta Coldiretti. E' stato infatti pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 100/30 di oggi l’avviso di apertura di un'inchiesta di salvaguardia relativa alle importazioni di riso originario dalla Cambogia e dalla Birmania, da dove secondo i dati Coldiretti nell’ultimo anno ne sono arrivati 22,5 milioni di chili.
La procedura segue l’invio a Bruxelles del dossier integrato per la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia a tutela del settore risicolo dalle importazioni a dazio zero dai Paesi asiatici Eba, da parte dei ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo economico il 24 novembre 2017 "con l’obiettivo –sottolinea lColdiretti in una nota- di fermare la possibilità di esportare verso l'Unione europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero da questi Paesi perché la crisi dei prezzi mette a rischio la sopravvivenza e il futuro dell'intera filiera risicola europea".
Un passo importante ed urgente nei confronti dell’"invasione" da Paesi come la Cambogia e la Birmania "da dove sono triplicate nell’ultimo anno le importazioni in Italia di riso greggio raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya costretta a fuggire a causa della violenta repressione. Un pacco di riso su quattro venduto in Italia –spiega la'associazione- contiene prodotto straniero; la produzione asiatica rappresenta circa la metà del riso importato in Italia".
Prosegue Coldiretti: "Non c’è dunque tempo da perdere per salvare la risicoltura italiana da una situazione in cui nell’ultimo anno i prezzi riconosciuti agli agricoltori italiani hanno fatto registrare contrazioni consistenti per le principali varietà di riso,che vanno dal -58 % per l’Arborio al -57 % per il Carnaroli, dal -41 % per il Roma al -37% per il Vialone Nano. La crisi è dunque drammatica e mette a rischio il primato nazionale in Europa, dove l’Italia è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4 mila aziende di 234.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica".
“Non è accettabile che l’Unione europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale”, ha affermato il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo . "E' invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore”. Bisogna fare presto –insiste Moncalvo - a chiudere l’inchiesta e ad attivare la clausola di salvaguardia per affrontare concretamente una crisi che già da troppo tempo compromette il futuro di migliaia di risicoltori e delle loro famiglie".
La procedura avviata dalla Commissione europea prevede un'inchiesta -aperta alle osservazioni di tutte le parti interessate- della durata massima di 12 mesi, al termine della quale se saranno provate le “gravi difficoltà” con il “deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie” in termini di occupazione o redditi, la Commissione può proporre un atto di esecuzione che dopo l’accordo degli Stati membri, dovrà avere anche il via libera di Parlamento e Consiglio. Le misure di salvaguardia non possono durare più di tre anni anche se è possibile un proroga.
EFA News - European Food Agency