Monsanto, ok Ue ad acquisizione da Bayer
Coldiretti mette in guardia contro i rischi delle concentrazioni
La Commissione europea ha autorizzato l'acquisto di Monsanto da parte di Bayer condizionata alla cessione di un insieme di attività destinata a rimediare alle conseguenze negative per la concorrenza dell'operazione nei settori delle sementi, dei pesticidi e dell'agricoltura digitale. "Abbiamo autorizzato l'acquisto di Monsanto da parte di Bayer perché le misure proposte, che superano largamente 6 miliardi di euro, rispondono pienamente alle nostre preoccupazioni in materia di concorrenza", ha detto la commissaria all'Antitrust, Margrethe Vestager.
Bayer e Monsanto non potranno realizzare la transazione fino a quando la Commissione non avrà concluso l'analisi dell'acquirente. L'operazione è la terza del genere nel settore delle sementi e dei pesticidi dopo le concentrazioni Dow/ DuPont e ChemChina/ Syngenta. Nei suoi impegni, Bayer ha proposto Basf come acquirente della maggior parte delle misure correttive per le attività legati alle sementi e ai caratteri geneticamente modificati e non di grande coltura, ai pesticidi e all'agricoltura digitale.
"La notizia dell'approvazione della Commissione europea rappresenta un grande successo e un'importante pietra miliare. Insieme a Monsanto, vogliamo aiutare gli agricoltori di tutto il mondo a coltivare alimenti più nutrienti in modo più sostenibile, a vantaggio sia dei consumatori che dell'ambiente", ha affermato il ceo di Bayer , Werner Baumann.
Di tutt'altro avviso la Coldiretti che ha messo in guardia dal rischio di queste concentrazioni.
"Con la fusione tra Bayer e Monsanto, tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina - afferma una nota dell'associazione - si rischia che il 63% del mercato delle sementi e il 75% di quello degli agrofarmaci finisca nelle mani di sole tre multinazionali con un evidente squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori. Il miliardo e mezzo di produttori agricoli mondiali sono stretti in una tenaglia da pochi grandi gruppi multinazionali che dettano le regole di mercato nella vendita dei mezzi tecnici necessari alla coltivazione e all’allevamento nelle aziende agricole, a partire dalle sementi, ma anche – sottolinea la Coldiretti – nell’acquisto e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentare".
"La perdita di potere contrattuale – insiste la Coldiretti – si traduce in difficoltà economiche e occupazionali per gli agricoltori a livello globale, ma l’elevata concentrazione mette a rischio anche la libertà di scelta dei consumatori e gli standard di qualità e sicurezza alimentare, oltre che la stessa sovranità alimentare dei vari Paesi e la biodiversità dei singoli Paesi".
Per Coldiretti è "necessario rafforzare il sistema dei Consorzi Agrari che sono l’unica struttura degli agricoltori italiani in grado di sostenere il potere contrattuale delle imprese agricole di fronte al crescente strapotere delle multinazionali nel mercato dei mezzi tecnici".
EFA News - European Food Agency