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CLARA MOSCHINI

Genova: no al pesce cinese nelle mense scolastiche

Il Comune inserisce nel nuovo bando le richieste dei genitori: più qualità

Bandito il pesce cinese, indiano e giapponese, ritorno all’obbligatorietà del 100% bio per alcuni prodotti come riso, pasta, formaggio e frutta e alla provenienza italiana per altri come carne e basilico. Ma anche possibilità di proroghe automatiche di rinnovo del contratto fino a 5 anni per le aziende che investiranno nell’apertura di punti cottura o nel ripristino di cucine interne agli istituti. Sono alcuni degli aspetti migliorativi che il Comune di Genova introdurrà nel bando di gara per l’assegnazione del servizio di ristorazione scolastica, dopo il confronto avuto in questi ultimi giorni con la Rete commissioni mensa e i rappresentati dei genitori che hanno partecipato al tavolo. “Domani, spiega l’assessore al Bilancio del Comune, Paolo Piciocchi, ripubblicheremo il bando con le modifiche con una proroga congrua per la presentazione delle domande da parte delle aziende”. Tra le novità l’attribuzione di 20 punti (e non più 15) per quanto riguarda la qualità del cibo. “Ma anche punteggi per gli alimenti km0 – sottolinea l’assessore ai Servizi scolastici, Francesca Fassio – per chi non utilizzerà cibi di quarta gamma, cioè in busta, e penalità inasprite”. Esprime soddisfazione Sabina Calogero, portavoce della Rete commissioni mensa ed esponente dei comitati di genitori che in questi giorni, in una battaglia contro il tempo, avevano presentato al Comune alcune idee per modificare e migliorare il bando per l’assegnazione dei sei lotti della ristorazione scolastica cittadina. “Hanno effettivamente modificato il bando in corso, una cosa che onestamente non ci aspettavamo e non si è trattato di un ‘contentino’, hanno introdotto delle modifiche rilevanti rispetto alle nostre richieste”. 

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