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CLARA MOSCHINI

Starbucks, indottrinamento d'urgenza per i dipendenti

Chiude 8 mila caffetterie per fare corsi anti razzismo

Non poteva organizzare campi di rieducazione, ma ha voluto dare comunque un segnale forte per dimostrare di non voler sottovalutare il problema. 

Parliamo di Starbucks e delle serrande abbassate per tutto il pomeriggio del 29 maggio in oltre 8 mila locali americani per sensibilizzare e formare 175 mila impiegati su come evitare la discriminazione razziale nei caffè della catena di Seattle, la più grande al mondo. L’annuncio arriva dopo giorni di proteste, tensioni e minacce di boicottaggio in seguito all’arresto di due uomini afroamericani, in un locale di Filadelfia. Le manette erano scattate dopo che un impiegato aveva chiamato la polizia denunciando che i due uomini non avevano fatto alcuna ordinazione e non volevano abbandonare il locale. La scena del loro arresto era stata ripresa da alcuni clienti della caffetteria, che avevano poi diffuso i loro video online portando a grandi proteste nei confronti di Starbucks.

Al momento non è dato sapere che tipo di contenuti avrà questo corso, nè chi saranno i precettori che dovranno occuparsi di questa delicata opera di sensibilizzazione.

Non poteva mancare la frase a effetto: «Anche se questo problema non riguarda solo Starbucks siamo impegnati a essere parte della soluzione», ha detto il ceo Kevin Johnson, che ha preso la guida dell’azienda circa un anno fa. Johnson si era scusato per il «deplorevole» arresto dei due uomini e si è assunto la responsabilità dell’incidente. La chiusura delle oltre 8 mila caffetterie americane costerà a Starbucks circa 20 milioni di dollari.

Un ammonimento agli zelanti dipendenti del locale di Filadelphia sarebbe costato certamente meno, ma non sarebbe stato un sacrificio sufficiente da offrire sull'altare del politcally correct.

ruo - 2908

EFA News - European Food Agency

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