Giornata Mondiale della Terra: lotta allo spreco alimentare
L'Italia si distingue per i passi compiuti per ridurre il cibo sprecato
“Nel 2017 abbiamo consumato più risorse naturali di quante il Pianeta fosse in grado di rinnovarne in un anno”. E’ quanto fa notare la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn, che dal 2009 si occupa di analizzare i grandi temi legati all'alimentazione e alla nutrizione nel mondo), nel briefing presentato in previsione della Giornata mondiale della Terra che si celebra il 22 aprile. “A partire dal 3 agosto, infatti, abbiamo vissuto a credito, usando cioè risorse che non sono mai più state rimpiazzate. Buona parte di queste – spiega la fondazione - sono servite per produrre cibo, anche se poi 1/3 di quegli alimenti è stato gettato o sprecato generando circa l’8% delle emissioni globali di gas serra. Lo spreco, però, è anche sinonimo di “sovrasfruttamento del territorio”, inteso come terra che viene usata per coltivare cibo che alla fine nessuno mangia. Ridurlo potrebbe far risparmiare fino a 1,4 miliardi di ettari di terreno (ossia il 30% della superficie agricola disponibile)”.
Ludovica Principato, ricercatrice Fondazione Bcfn e ricercatrice dell’università Roma Tre, evidenzia che "produzione del cibo, sovrasfruttamento delle risorse della Terra e spreco alimentare sono elementi che ci separano dal raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Se vogliamo puntare alla “fame zero” non possiamo trascurare che l’impatto dello spreco alimentare, nei Paesi sviluppati, vale 222 milioni di tonnellate di cibo, quasi quanto la produzione alimentare disponibile dell’Africa sub-sahariana (230 milioni di tonnellate)".
Secondo la Fondazione Bcfn, «L’Italia si distingue per i passi compiuti nella lotta allo spreco: confrontando l’Index 2016 con quello 2017, alla voce “cibo sprecato (% della produzione alimentare totale del Paese)” – riferito alla filiera alimentare e non al consumo domestico – si è passati dal 3,58% del cibo gettato rispetto a quello prodotto, al 2,3% del 2017. Il merito è delle politiche messe in campo, come avvenuto con la Legge Gadda che ha semplificato le procedure per le donazioni degli alimenti invenduti e puntato al recupero di cibo da donare alle persone più povere. Gli sforzi maggiori andranno focalizzati, invece, sullo spreco domestico. Ogni anno gli italiani gettano in media 145 kg di cibo pro capite, più di quanto potrebbe consumare mediamente in 1 anno una famiglia di 3 persone, mentre la frutta e gli ortaggi che gettiamo via nei punti vendita comporta lo spreco di più di 73 milioni di metri cubi d’acqua (usata per produrli), ovvero 36,5 miliardi di bottiglie da 2 litri».
EFA News - European Food Agency