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CLARA MOSCHINI

Hogan (Ue), attenzione alle eccellenze del territorio

A Parma la seconda edizione del Global Forum delle Indicazioni Geografiche

"L'innovazione in un contesto che conta circa 3400 prodotti europei a IG - uniti dalla condivizione degli elementi di tradizione e qualità - rappresentativi del 15% circa delle esportazioni europee, è un fattore imprescindibile. Ma non basta: per il futuro delle IG dobbiamo guardare alla sostenibilità, elemento che dovrà necessariamente essere inserito nella nuova PAC, in cui verrà dato maggiore spazio ad obiettivi di sviluppo, coinvolgendo sempre di più gli agricoltori che intendono uniformarsi alle regole. Dobbiamo abbracciare il contesto internazionale se vogliamo garantire un futuro alle IG e in tale processo gli agricoltori devono essere i veri protagonisti: buon cibo prodotto in modo sostenibile vuol dire più business. Unire criteri di sostenibilità con un reddito equo per gli agricoltori, favorisce le IG". 

Queste le parole con cui Phil Hogan, Commissario Europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, si è presentato alla seconda edizione di ORIGO, Geographical Indications' Global Forum che si è tenuto a Parma. A rafforzare le parole del Commissario Europeo, anche lo speech della Presidente di AREFLH e Assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna Simona Caselli, la quale ha sottolineato come la parola chiave emersa in tutti gli interventi istituzionali sia stata coesione"Se i consorzi collaborano tra loro possono cambiare la vita delle persone: l'innovazione è quella praticata dai produttori partendo dal suolo secondo le esigenze della Comunità. Un sistema con un enorme potenziale che certamente dovrà essere meglio focalizzato nella prossima PAC, così come il tema della sostenibilità di DOP e IGP"

Obiettivo di tale incontro, avvenuto alla presenza dei principali attori internazionali in campo agroalimentare, è  il rafforzamento delle relazioni tra diversi stakeholders nella grande sfida globale del sistema delle Indicazioni Geografiche dell'Unione Europea e ad un appuntamento di siffatta importanza non è mancata l'Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche Aicig, rappresentata in tale sede dal Presidente Cesare Baldrighi. 

Egli ha espresso - nella sessione di lavoro dedicata alla coniugazione di tradizione e innovazione come elemento di sfida, bisogno od opportunità - sincero apprezzamento per il lavoro portato avanti dall'UE con gli accordi bilaterali, ribadendo tuttavia come la gestione delle IG sia un lavoro complesso, in una scena su cui intervengono operatori con anime ed interessi diversi, dagli agricoltori ai trasformatori fino ai commercianti. Molti sono infatti i topics su cui secondo il Presidente di AICIG l'Unione Europea dovrebbe soffermarsi, dall'abbattimento delle barriere – tariffarie e non tariffarie – al difficile ed articolato riconoscimento dei marchi per cui, sottolinea Baldrighi, "auspico un maggior coinvolgimento e confronto con i Consorzi per supportare la Commissione nel difficile lavoro negoziale". 

Aicig manifesta dunque la necessità di spingere per il riconoscimento di Indicazioni Geografiche non registrate escludendo dalla trattativa quelle che già godono di registrazione privatistica, auspicando in tal modo una facilitazione in sede di colloqui. Allo stesso modo, auspica una campagna informativa per il consumatore sul valore e sul significato dei simboli Dop e Igp, non ancora completamente compresi da molti consumatori nel loro autentico significato. Ma soprattutto, spiega Baldrighi, c'è bisogno di "lavorare sull'iter di modifica dei disciplinari. Pur essendo l'obiettivo comune di tutti gli stakeholders lo sviluppo del prodotto, ci troviamo di fronte allo scontro tra interessi diversi. In particolare, sul tema della combinazione fra tradizione ed innovazione dobbiamo essere pronti a mutamenti importanti e per tale motivo si rende necessaria una maggiore flessibilità nel poter modificare i disciplinari. Le procedure in essere che prevedono la doppia lettura, Stato Membro e Commissione, determina tempi troppo lunghi affinché le diverse IG possano essere al passo con i tempi e le esigenze dei cittadini e del mercato che evolvono con grande rapidità. Riteniamo che si possa considerare la possibilità per le modifiche minori di responsabilizzare solamente lo Stato Membro lasciando alla Commissione la sola verifica di eventuali opposizioni. Questa prima ipotesi può essere l'inizio di un confronto con gli uffici competenti per un concreto e significativo adeguamento della procedura".


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