Venezia, stop per 3 anni a nuove aperture take away
La stretta decisa dal Comune per difendere il decoro della laguna
Stop per tre anni ai nuovi negozi che vendono "cibo da passeggio". È la stretta decisa dal Comune di Venezia: per difendere il decoro, ma soprattutto per evitare l'occupazione di spazi pubblici, come i ponti e le scalinate delle chiese, per picnic improvvisati e la relativa invasione di rifiuti.
La giunta Brugnaro in questi giorni ha dato l'ok alla delibera che è il punto d'arrivo di un percorso iniziato un anno fa, per difendere la città lagunare dai turisti mordi e fuggi. Ora la decisione spetterà alla Regione Veneto, che dovrà bilanciare le esigenze di tutela della città con le norme sulla libera concorrenza. Tra le altre città d'arte, solo Firenze ha già attuato un provvedimento analogo, decidendo di vietare ogni nuovo ristorante o minimarket dentro al sito Unesco (il centro storico) a meno che non abbia spazi superiori a 40 metri quadrati.
Il provvedimento oltre a bloccare le nuove aperture, eccezion fatta per le gelaterie, prevede anche restrizioni e limiti per i locali già esistenti obbligandoli a tenere pulito il suolo pubblico. Ad essere 'colpiti' saranno i venditori di pizza al taglio, kebab e pasta al sugo da passeggio ma anche le oltre 60 attività del genere già attive a Venezia. Le limitazioni riguarderanno, una volta a regime, la sola città storica e le isole di Murano e Burano, ovvero quelle aree di Venezia più colpite dal peso dei flussi turistici di massa. Lo scopo, ha spiegato il sindaco lagunare, Luigi Brugnaro, è "impedire l’apertura di nuove attività di vendita di cibi da asporto e imporre nuove regole a chi già opera, obbligando i commercianti a pulire fuori dai loro negozi e a mettere in strada contenitori per i rifiuti". Tra i nuovi obblighi per le attività commerciali del centro, che passeranno attraverso il regolamento di igiene, potrebbero essere inseriti anche quello di avere il bagno, oltre ad altezze e dimensioni minime dei locali.
EFA News - European Food Agency