It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Pesticidi aumentano, invece di diminuire

Pubblicato il Rapporto Ispra

I livelli di contaminazione sono sopra i limiti in quasi un quarto dei punti di monitoraggio delle acque superficiali

I pesticidi nelle acque sono in aumento e i livelli di contaminazione sono sopra i limiti in quasi un quarto dei punti di monitoraggio delle acque superficiali. Il glifosato, particolarmente nella forma del suo metabolita Ampa, arriva a superare gli standard di qualità delle acque in quasi il 48% dei siti monitorati. Il rapporto nazionale pesticidi nelle acque, presentato da Ispra, disegna una mappa dei corsi d’acqua e delle stesse falde sotterranee in cui la contaminazione da pesticidi continua a crescere e in cui – paradossalmente – sostanze come l’atrazina, bandite ormai 26 anni fa dai nostri campi, continuano a girare indisturbate nelle acque che poi ricaricano i nostri acquedotti. L’atrazina supera, infatti, i limiti di concentrazione consentita nell’8,3% dei punti di analisi delle acque sotterranee.

Nelle circa due milioni di misurazioni effettuate dal sistema delle Arpa per Ispra, sono state trovate tracce di pesticidi nel 67% dei punti monitorati nelle acque superficiali: due anni fa le sostanze inquinanti erano state rilevate in una quantità minore di punti, il 63,9%. Per le acque sotterranee le analisi hanno rintracciato fertilizzanti e fitofarmaci nel 33,5% dei punti: nel rapporto 2013-2014, le analisi che rilevavano tracce di inquinanti avevano interessato il 31,7% del totale.

Anche il numero dei composti chimici aumenta: le analisi Ispra hanno individuato 259 sostanze contro le 224 del rapporto precedente e sulle 400 correntemente utilizzate nei nostri campi, oltre che come insetticidi casalinghi e disincrostanti per barche. Il glifosato presenta il maggior numero di superamenti delle soglie (24,5% dei casi) e il suo metabolita Ampa (prodotto dalla naturale degradazione della sostanza) sfora i limiti in quasi la metà dei punti di controllo, il 47,8%. Ma sono numerosi gli sforamenti dei tre neonicotinoidi il cui uso è stato proibito solo qualche giorno fa dall’Unione Europea.

“La situazione, nonostante una generale tendenza alla diminuzione delle vendite dei pesticidi e diserbanti, è molto grave: nelle nostre acque e quindi in tutto l’ambiente e nella catena alimentare, i residui di sostanze che sono tossiche per la vita anche in concentrazioni infinitesimali stanno aumentando. Il caso dell’atrazina è emblematico: ancora supera i limiti nelle acque sotterranee. Di fatto abbiamo preso una sostanza fortemente dannosa e l’abbiamo messa ‘in cassaforte’, nelle falde acquifere”, sottolinea Maria Grazia Mammuccini, portavoce della campagna Cambia la Terra, promossa da FederBio con Isde- medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu e WWF. “Il punto è che si spendono soldi pubblici per ridurre l’uso dei pesticidi e invece i pesticidi nelle acque aumentano. La prima richiesta che il mondo del bio e gli ambientalisti fanno è che nell’utilizzo dei fondi europei della PAC e dei PSR sia data priorità a chi non usa chimica di sintesi come il biologico e biodinamico e che si sospendano con effetto immediato i sussidi e le sovvenzioni a chi utilizza prodotti altamente inquinanti per le falde acquifere come i diserbanti a partire dal glifosato.

Le misure in atto – continua Mammuccini – non bastano: bisogna cambiare modello agricolo. Vediamo dalle mappe Ispra che la situazione più critica per l’inquinamento è in Pianura Padana: certo questo dipende dall’esistenza di una rete maggiore e più efficace che nel resto dell’Italia, ma anche dal fatto che lì si concentra il massimo dell’agricoltura intensiva e industriale del nostro paese. Il punto è prendere atto delle alternative che ci sono soprattutto per eliminare almeno le sostanze che maggiormente sono state individuate nelle acque, i diserbanti”.

mtm - 3206

EFA News - European Food Agency

Similar