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CLARA MOSCHINI

Fattoria Latte Sano tra gli “Allevamenti del Benessere”

Il disciplinare garantito dall’Aia dà risposte certe sullo stato di salute degli animali

E’ la laziale Fattoria Latte Sano, azienda tra le principali fornitrici di latte fresco, panna, burro ed altri prodotti lattieri per l’importante bacino di utenza della Capitale, l’ultima delle realtà della trasformazione agroindustriale, in ordine di tempo, ad aver aderito allo standard di produzione “Gli Allevamenti del Benessere ”, disciplinare garantito dall’Associazione Italiana Allevatori.

Uno strumento a disposizione delle aziende e delle filiere produttive che consente di vedere apportate, con più immediatezza e visibilità, maggiori informazioni sulla qualità e sul rispetto delle normative in materia di benessere animale, cioè sul complesso di disposizioni comunitarie e nazionali varate anche per rispondere alla crescente attenzione e richiesta di trasparenza e rintracciabilità delle produzioni di origine zootecnica da parte dei consumatori. Crescono quindi, ancora, le aziende zootecniche e della trasformazione agroindustriale nazionale che si avvalgono dei servizi resi dal Sistema Allevatori italiano.

E le garanzie di serietà ed affidabilità del disciplinare “Gli Allevamenti del Benessere ” risiedono, oltre che nelle esperienze delle Organizzazioni allevatoriali nazionali, anche nel fatto che la valutazione e la certificazione dello stato di benessere delle bovine in produzione lattiera viene effettuata applicando il protocollo del Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (CReNBA) di Brescia, associato all’indice calcolato a livello di ogni singola azienda, fino a giungere alla singola bovina, ottenuto attraverso l’elaborazione dei dati rilevati periodicamente con l’attività di Controllo Funzionale di AIA.

“Nello specifico – ricorda Michele Blasi, direttore del Dipartimento Qualità Agroalimentare (Dqa), l’ente terzo certificatore di cui AIA si avvale – il protocollo CReNBA prevede una serie di quesiti a risposta multipla suddivisi in cinque aree di pertinenza, che si riferiscono in particolare al management aziendale, alle strutture e alle attrezzature dell’azienda, alle cosiddette Abms (parametri di misurazione basati su verifiche effettuate direttamente sugli animali), al controllo delle condizioni ambientali e dei sistemi di allarme ed infine a tutti i protocolli di biosicurezza, messi in atto dagli allevatori. Terminata la valutazione, dopo un’ulteriore elaborazione del CReNBA, si produce un attestato che esprime l’indicazione del benessere medio di tutti gli animali presenti nell’allevamento ed il livello di rischio presente in termini di biosicurezza”.

Lo standard di produzione “Gli Allevamenti del Benessere ” consente un ulteriore passaggio, per perseguire gli obiettivi generali di benessere animale, sostenibilità e sicurezza alimentare. Permette, infatti, di inserire nel calcolo dell’indice ben cinque nuovi elementi di valutazione misurati singolarmente su tutti i capi presenti in azienda. Il rilascio della certificazione finale di idoneità avviene quando l’azienda soddisfa un valore complessivo di benessere animale, secondo i dati CReNBA, superiore al 60% ed un solo indicatore tra i cinque analizzati (Certificazione AIA) ricadente nella classe “a rischio”.

“Ecco perché – dichiara in proposito il presidente dell’Associazione Italiana Allevatori, Roberto Nocentini – possiamo affermare senza tema di smentita che grazie alla multifunzionalità del dato raccolto in azienda la certificazione di benessere animale rilasciata dal Sistema AIA è uno strumento serio che dà risposte certe sulla base di misurazioni verificabili sullo stato di salute degli animali presenti nelle aziende osservate”.

 

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EFA News - European Food Agency

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