Operaio morto a Ragusa: assolta la Cioccodor
Per l’incidente avvenuto nel 2008 si ipotizzava il reato di negligenza
Assolti perché il fatto non sussiste i datori di lavoro di Giuseppe Tumino, l’operaio della Cioccodor (ex Gisol) di Siracusa che il 16 ottobre 2008 era morto per collasso cardiocircolatorio conseguente ad asfissia da immobilizzazione del torace e dell’addome. Tumino era rimasto schiacciato da una pala in uno dei miscelatori per la cioccolata, nella sede dell’impianto di lavorazione, nella zona industriale di Ragusa.
Imputati nel processo dinanzi al giudice monocratico, Vincenzo Panebianco, la società Cioccodor difesa dall’avvocato Carmelo Peluso con i componenti del Cda Alvaro Di Stefano, Giorgio Solarino e Luciano Nobile, e Giorgio Solarino che rispondeva anche quale delegato alla sicurezza, difeso dall’avvocato Michele Sbezzi. Il decreto di rinvio a giudizio, firmato dal giudice Giampiccolo ipotizzava negligenza, imprudenza ed imperizia per non avere fornito al lavoratore adeguata formazione, per non avere adottato misure idonee a rendere sicuro l’accesso ai macchinari e per il fatto che sarebbe stato rinvenuto un dispositivo in grado di eludere il blocco di sicurezza del macchinario.
Tumino venne trovato da un collega di lavoro a tarda serata, allertato dalla moglie preoccupata perché non vedeva rincasare il marito trentottenne e padre di due figli di 3 e 7 anni. L’uomo si sarebbe sporto all’interno del miscelatore per recuperare un pezzo di plastica. Il blocco automatico del meccanismo di miscelazione a coperchio aperto, era stato eluso.
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