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CLARA MOSCHINI

Vino italiano in salute, ma non mancano le criticità

Boscaini (Federvini): “dobbiamo lavorare di più sul valore aggiunto”

Il vino italiano continua ad essere in salute. Ma vietato abbassare la guardia, in un mercato sempre più competitivo. È il messaggio lanciato da Federvini, la federazione che ha più di 100 anni di storia e raggruppa i produttori di vini, spumanti, aperitivi, liquori e aceti, in occasione dell’assemblea nazionale che si è svolta a Roma il 22 maggio. Dopo un 2017 che ha visto il record delle esportazioni, anche il 2018 sembra procedere sulla stessa strada, con gli spumanti, prosecco in testa, a fare da traino, mentre i vini fermi continuano a segnare un po’ il passo.

“Nel settore vitivinicolo "il brand delle famiglie è uno dei grandi vanti dell'Italia, ma è anche un limite strutturale: basti pensare che l'export medio delle aziende italiane è di 10mila litri, cioè un solo container. Le politiche pubbliche devono sostenere quanti sanno e sapranno fare aggregazione. Nel complesso le cose ancora vanno bene - dice il presidente di Federvini, Sandro Boscaini - ma non dobbiamo mai distrarci, mai far calare l’attenzione. Il settore del vino è molto affollato di operatori, italiani e stranieri, sempre più aggressivi e competitivi, e noi abbiamo delle debolezze, dovute al numero eccessivo di operatori, anche molto piccoli, ma con il nostro sistema dei territori, e con la nostra originalità possiamo essere comunque competitivi. Però, va detto che non possiamo vivere di sole bollicine, il cui traino è una cosa fantastica, ma dobbiamo sfruttarlo in positivo, non farle diventare “sostitutive” dei nostri grandi classici, dei nostri vini fermi dei territori, perchè il nostro vino è un treno fatto di tanti vagoni, che deve marciare unito”.

Questi e altri ancora i concetti illustrati da Sandro Boscaini in un'intervista esclusiva con EFA News.

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EFA News - European Food Agency

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