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CLARA MOSCHINI

Al via Agri.Bio.Mobility per il trasporto sostenibile

A Fico si sono riunite oggi oltre 200 imprese per il lancio della piattaforma

La prima filiera agroindustriale dedicata alla produzione di biometano

D’ora in poi l’agricoltore non produrrà solo cibo, ma anche biocarburante. È questa l’ultima frontiera del settore primario: sottoprodotti agricoli, polpe di barbabietola, vinacce, sansa, pollina, verranno utilizzati per la produzione di biometano, grazie anche all’adozione del decreto ministeriale del 2 marzo 2018 che ne incentiva lo sviluppo. A Fico si sono riunite oggi oltre 200 imprese per il lancio della piattaforma Agri.Bio.Mobility, nuovo hub destinato a legare insieme aziende produttrici di biogas/metano, società di trasporti su gomma e imprese che puntano alla sostenibilità come fattore distintivo della loro attività.

"Il gruppo bieticolo CGBI conta di aggregare alla piattaforma Agri.Bio.Mobility più di 100 impianti biogas/biometano entro fine estate – dichiarano gli organizzatori Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente della Confederazione generale dei bieticoltori italiani (CGBI) e dell’Associazione nazionale bieticoltori (ANB) e Gabriele Lanfredi, presidente del Consorzio nazionale bieticoltori (CNB) –. Hanno già aderito grandi realtà imprenditoriali come Agripower (gruppo Maccaferri), Envitec e diversi singoli impianti. Il valore della sostenibilità lo spiega, con un esempio, Gabriele Lanfredi che è anche coordinatore del progetto Agri.Bio.Mobility: "Il gasolio utilizzato per il trasporto delle bietole durante i tre mesi di campagna bieticolo-saccarifera, nell’intero comprensorio nazionale su 35mila ettari complessivi, equivale alla produzione di biometano di due impianti. Quindi basterebbero solo 2 biodigestori per rendere questa logistica sostenibile". Stesse opportunità valgono pure per la filiera del Parmigiano Reggiano, come ha evidenziato Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura Bologna e vice presidente Consorzio Parmigiano Reggiano.

Abri.Bio.Mobility è l’evoluzione del progetto Agri.Bio.Metano partito un anno fa nell’ambito della nuova programmazione del gruppo CGBI. Poi, alla fine del 2017, è stato avviato anche un piano specifico per la filiera bieticolo saccarifera, finalizzato alla realizzazione di 30 nuovi impianti in grado di integrare il prezzo della bietola di 5-8 euro a tonnellata, partendo dalla valorizzazione energetica dei sottoprodotti (polpe, foglie, colletti) in un momento drammatico per l’industria saccarifera dovuto al crollo delle quotazioni dello zucchero.

La CGBI-Confederazione Generale Bieticoltori Italiani rappresenta due associazioni storiche di produttori di bietole: ANB (Associazione Nazionale Bieticoltori) e CNB (Consorzio Nazionale Bieticoltori). Il nuovo gruppo bieticolo-saccarifero, con sede a Bologna, associa 5.200 aziende soprattutto dell’area Centro Nord. Il giro d’affari annuo delle società che fanno capo a CGBI (Anb Holding, Anb Coop, Bietifin Srl, Eurocover, Coprozuccheri, Apros, Terrae Spa) è di circa 80 milioni di euro, nei principali rami di attività: bietole, biogas, biomasse, erba medica e proteoleaginose.

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EFA News - European Food Agency

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