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CLARA MOSCHINI

Frana in Valtellina, 60 alpeggi irraggiungibili

18 caseifici e pascoli inaccessibili: greggi rimaste isolate /2 VIDEO

Il Dipartimento Protezione civile segue l’evolversi della situazione in continuo contatto con la Regione Lombardia e la Prefettura di Sondrio

Almeno 60 alpeggi, di cui 18 con caseifici per un totale di oltre tremila ettari di pascoli sono inaccessibili agli agricoltori e ai loro animali con greggi di pecore e capre rimasti isolati. E’ quanto emerge da un monitoraggio sugli effetti della frana che sta interessando il borgo di Gallivaggio, nel comune di San Giacomo Filippo (Sondrio), in Valtellina, effettuato da Coldiretti, che ha mobilitato i propri tecnici sul territorio per monitorare la situazione e trovare una rapida soluzione in vista dell’avvicinarsi della stagione estiva e della transumanza.  "Negli alpeggi interessati si trovano già un migliaio di pecore e capre ma è necessario riaprire le vie di accesso per consentire la transumanza anche di mucche e vitelli che popolano queste zone durante l’estate. Bisogna fare in fretta –insiste l'associazione– per mettere in sicurezza il territorio e per garantire l’insostituibile attività di allevamento in montagna riaprendo i collegamenti e trovando soluzioni alternative sostenibili".

Dal canto suo il Dipartimento della Protezione civile (Dpc) informa che sta "seguendo con attenzione l’evolversi della situazione ed, in continuo contatto con la Regione Lombardia e la Prefettura di Sondrio, ha provveduto all’attivazione del Comando operativo di vertice interforze della Difesa per garantire la massima assistenza alla popolazione interessata".

Il Dipartimento inoltre è in attesa degli elementi da parte della Regione Lombardia per poter eventualmente procedere alla dichiarazione dello stato d’emergenza, finalizzata alla realizzazione di una viabilità temporanea ed alternativa che ponga rimedio all’isolamento dei comuni di Madesimo e di Campodolcino.

La cronaca: alle 16: 30 circa di martedì 29 maggio la frana di Gallivaggio collassata nel Comune di San Giacomo Filippo. Osservato da tempo dal Centro di monitoraggio geologico di Arpa Lombardia , il maxi-dissesto incombeva da tempo sull’abitato ed era stato segnalato tra il dicembre 2017 e il febbraio 2018 agli enti competenti. I 5mila metri cubi di terra, roccia e detriti si sono riversati a valle senza causare feriti e risparmiando il sottostante santuario di Gallivaggio. Mentre la strada statale 36 dello Spluga resta ancora chiusa, sono rimasti isolati i 1500 abitanti delle due località turistiche di  Madesimo, Campodolcino e di alcune frazioni di San Giacomo. 

Cominciano a presentarsi le prime difficoltà di approvvigionamento di generi alimentari e medicinali, già trasportati nei paesi isolati con l’elicottero e sempre grazie all’utilizzo di un aeromobile sono stati portati a termine i collegamenti fondamentali come il trasporto di due pazienti all’ospedale di Chiavenna .
Secondo quanto dichiarato da Enrica Guanella, sindaco di Campodolcino, “la copertura medica sarà garantita 24 ore al giorno, anche grazie a un elicottero militare che interverrà per le esigenze a cui la eliambulanza non poteva rispondere”.

In basso: il video dell'evento franoso, e la cronistoria della frana in un servizio di TeleUnica:




Clamos - 3493

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