Dazi Usa, Ue risponde con contromisure per 6,4 mld
Coldiretti, a rischio 4 mld di export agroalimentare italiano
L'Unione europea risponde ai dazi americani. Le misure che Bruxelles imporrà sui prodotti Made in Usa riguarderanno una prima serie di prodotti per un controvalore commerciale di 2,8 miliardi, a cui seguirà un altro pacchetto per ulteriori 3,6 miliardi. I contro-dazi Ue nei confronti dei prodotti americani dovrebbero scattare già dal primo luglio. La Commissione europea conta di concludere le procedure in coordinamento con i paesi membri entro la fine di giugno. "Le misure sono una risposta proporzionata alla decisione unilaterale e illegale da parte degli Stati Uniti", fa sapere il commissario al commercio Cecilia Malmstroem, "la risposta dell'Unione Europea è perfettamente in linea con le norme internazionali sul commercio".
La guerra commerciale scatenata da Trump, secondo Coldiretti, si estende pericolosamente alla tavola. Le ritorsioni dell`Unione Europea che colpiranno le importazioni dagli Stati Uniti di bourbon whiskey, mirtilli, succo d`arancia, fagioli, mais, burro d`arachidi, riso, tabacco e sigari, oltre che ai manufatti in ferro, acciaio e ghisa, barche, motociclette, abiti e cosmetici, solo per l'Italia valgono circa 30 milioni di euro nel 2017.
Per l`Italia, avverte Coldiretti, si tratta di una pericolosa escalation che mette a rischio circa 4 miliardi di export agroalimentare Made in Italy in Usa dove si è registrato un aumento del 6% nel 2017. Gli Usa, evidenzia Coldiretti, si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna.
Il vino risulta essere il prodotto più gettonato dagli statunitensi, davanti a olio, formaggi e pasta.
"C`è poco tempo per scongiurare il pericolo di una guerra commerciale che rischia di determinare un disastroso effetto valanga sull`economia e sulle relazioni tra Paesi alleati", dichiara il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "occorre cogliere l`occasione per ripensare a norme sul commercio piu` eque che non si limitino a considerare l`aspetto economico nelle relazioni tra Paesi ma che tengano conto anche del rispetto delle stesse regole sul piano ambientale, della tutela sociale dei lavoratori e della sicurezza dei cittadini".
Sull'altra sponda dell'Atlantico, il Messico ha già risposto ai dazi Usa sull'alluminio e l'acciaio con una tariffa del 20% sulla carne di maiale statunitense. Un costo, per i produttori americani di carni suine, stimato dal New York Times in circa 3 miliardi di dollari, cui si aggiungono dazi all'import in Messico di whiskey, formaggi ed altri prodotti.
EFA News - European Food Agency