Zootecnia montana ed aree interne
Per gli esperti gli allevamenti sono un presidio di tutela per il territorio
Si è svolto oggi a Villagrande Strisaili, in Sardegna, il convegno 2018 dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA) sul tema centrale “Zootecnia montana ed aree interne”. Molti gli argomenti che si sono trattati durante l’evento, con interventi di esponenti del mondo accademico esperti di zootecnia, silvicoltura, agricoltura e sociologia. Coordinati dal moderatore, il professor Giuseppe Pulina, Amministratore unico dell’agenzia Forestas nonché presidente dell’Associazione Carni Sostenibili, i relatori hanno tracciato il quadro attuale nelle aree interne del nostro Paese.
Dal rapporto tra città e campagna, incentrato soprattutto su un dualismo di stampo occidentale che le contrappone ma che non ha più motivo di esistere, si è passati alla descrizione degli equilibri tra attività zootecniche e forestali, per poi concentrarsi sui sistemi zootecnici estensivi (generalmente integrati a stalla, soprattutto nel caso bovino) delle aree montane e interne di centro-sud e isole, ma anche delle aree appenniniche e alpine. Il tutto passando per una analisi della qualità di queste produzioni. Si è concluso poi l’evento con una dettagliata analisi dei servizi ecosistemici offerti dalla zootecnia sempre in zone montuose e interne.
Spesso discutibilmente identificate come “marginali” o “periferiche”, queste regioni, perlopiù collocate in zone collinari e montuose essendo le pianure e le coste italiane in gran parte urbanizzate, rappresentano sempre un enorme potenziale tutto da sfruttare sia a livello socio-economico che ambientale. E in effetti qualcosa si muove.
A differenza di quanto avvenuto negli ultimi decenni, queste zone finora “dimenticate” stanno iniziando a vivere un momento di rinascita anche grazie alla riscoperta (spesso da parte di giovani che le ripopolano) di saperi agricoli e competenze zootecniche tradizionali che, uniti all’innovazione e alla tecnologia oggi disponibili, possono dimostrare quanto le politiche di accentramento verso le aree metropolitane di questi ultimi anni si potrebbero rivelare una scelta errata.
E’ dunque tempo di tutelare seriamente allevamento e zootecnia – avvertono gli esperti – guardiani assieme ai loro numerosi operatori del paesaggio, del territorio e di gran parte delle tradizioni italiani. E serve farlo subito, prima di perdere per sempre ricchezze inestimabili. Secondo Bruno Ronchi, Presidente dell’ASPA, bisogna fare attenzione anche ad alcuni recenti trend sociali, che risultano tra l’altro tutto fuorché sostenibili. “Alcuni ambientalisti dovrebbero studiare meglio”, afferma lo scienziato riferendosi a coloro che vedono erroneamente nell’eliminazione di allevamenti e zootecnia la soluzione ai problemi ambientali.
“Non si tratta solamente di non mangiare carne o formaggi”, aggiunge lo scienziato: “Stiamo rischiando di perdere molto di più: tradizioni, saperi e identità culturali” che, oggi come ieri, hanno un enorme valore. Sia per l’ambiente e la biodiversità che per l’economia e il tessuto sociale italiani,
EFA News - European Food Agency