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CLARA MOSCHINI

Ceta, l'Ist. Bruno Leoni svela le menzogne della politica

Per il centro studi l'accordo stimolerà la crescita, aiuterà migliaia di pmi europee, e aumenterà i posti di lavoro

Il governo Lega-M5S ha più di una volta fatto intendere che il Parlamento italiano non ratificherà il Ceta, l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada. Lo ha detto chiaramente a giugno il ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio, e più recentemente ha avanzato dubbi il vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio, argomentando con varie motivazioni ribadite più volte nei talk show o nei titoli dei giornali.

L’Istituto Bruno Leoni, think tank torinese nato nel 2003 per promuovere le idee per il libero mercato, ha realizzato un focus sulla questione, arrivando ad identificare delle vere e proprie fake news impudentemente rilanciate nel dibattico pubblico.

L’autore dello studio è il ricercatore è Giovanni Caccavello, dottorando in international business e strategic management presso la Strathclyde Business School di Glasgow.

Caccavello esamina le principali false argomentazioni che gli esponenti della maggioranza di governo in carica hanno detto negli ultimi tempi a proposito del Ceta, in particolare il fatto che tuteli solo una piccola parte dei prodotti dop e igp, che il made in Italy si protegge con la chiusura dei mercati, che l’accordo avvantaggia solo le multinazionali a scapito dell’occupazione e della salute.

"Nessuna di queste motivazioni - spiegano dall'Ist. Bruno Leoni - è, a ben vedere, fondata. Anzi, il libero scambio migliora l’efficienza globale nell’allocazione di risorse; permette alle nazioni di specializzarsi nella produzione di tutti quei beni e servizi che queste sanno produrre meglio; consente ai consumatori di beneficiare notevolmente da metodi di produzione più efficienti; permette alle nazioni di crescere maggiormente nel lungo periodo. Il CETA ne è semplicemente l’ennesima, ulteriore, conferma. Chi non vuole ratificarlo è il primo a essere contro gli italiani e il Made in Italy".

"Non ratificarlo - conclude la nota dell'istituo - sarebbe un grave errore perché contrariamente a quello che molti sembrano credere, il Ceta stimolerà la crescita economica, aiuterà centinaia di migliaia di piccole e medie imprese europee a trovare nuove opportunità di sviluppo e crescita in un mercato importante come quello canadese e sosterrà la creazione di nuovi posti di lavoro".

In allegato lo studio completo "Altro che sovranismo. L’interesse nazionale è la globalizzazione. Il caso del Ceta", Di Giovanni Caccavello.

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EFA News - European Food Agency

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