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CLARA MOSCHINI

L'anguria pontina avvia l'iter per l'Igp

I produttori hanno avviato i primi contatti con l’Arsial

Viene coltivata su 4mila ettari tra campo aperto e serra da 70 cooperative agricole per un totale di oltre 300 aziende

Un’anguria su quattro che viene consumata in Italia proviene proprio dalle campagne dell’agropontino. Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina compongono il triangolo d’oro dell’anguria italiana. Un successo che ha indotto i produttori hanno avviato i primi contatti con l’Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo dell’agricoltura) per la definizione del dossier per il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta.

L’anguria pontina viene coltivata su 4mila ettari tra campo aperto e serra da 70 cooperative agricole per un totale di oltre 300 aziende, 6 centri di imballaggio, otto vivai per la produzione di piantine innestate, per un fatturato complessivo di 100 milioni di euro. Il peso oscilla dai 5-12 Kg per il tondo, 7-16 kg per la tipologia ovale, e 7-20 kg per l'allungato. Un panel test nei giorni scorsi ha identificato, tramite analisi sensoriale, l'alto grado di croccantezza e dolcezza della varietà pontina.

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EFA News - European Food Agency

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