Donne in agricoltura: ancora ostacoli alla parità di genere
Risultati di uno studio su 17 nazioni
Oltre a menzionare disparità di trattamento economico, meno della metà si sente compresa, ascoltata o autorizzata a prendere decisioni
Le donne italiane in agricoltura sono sempre più numerose e ormai rappresentano il 45% delle imprese agricole. Ma risentono ancora un'ampia discriminazione di genere che pone ostacoli alla loro capacità di contribuire a sfamare il mondo. E' quanto risulta da uno studio condotto da Corteva Agriscience, Agriculture Division of DowDuPont sulle donne che nel mondo lavorano in agricoltura, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati. Krysta Harden, vice president external affairs and chief sustainability officer di Corteva Agriscience ha dichiarato: "Abbiamo realizzato questo studio per approfondire la condizione attuale delle donne che lavorano in agricoltura nel mondo – dalle più grandi aziende agricole delle economie più avanzate fino alle più piccole fattorie di sussistenza nei paesi in via di sviluppo – e per creare un riferimento iniziale da cui partire per poter misurare i progressi". Lo studio è stato diffuso in coincidenza con le celebrazioni della Giornata Internazionale delle Donne che lavorano in Agricoltura. Ed è stato commissionato in 17 paesi per sottolineare l'importanza delle donne in agricoltura e per identificare gli ostacoli alla loro piena e proficua partecipazione. La ricerca ha coinvolto 4.160 intervistate che vivono in paesi in via di sviluppo e paesi sviluppati in cinque continenti del mondo.
Il sondaggio rivela che anche le donne italiane impiegate nel settore risentono delle problematiche che le accomunano alle colleghe di tutto il mondo. Corteva sa che le donne sono la spina dorsale dell'economia ed è fortemente impegnata a sostenerle nel loro processo per il raggiungimento della parità di genere. Con un'età media di 34 anni, il 21% donne ha giudicato il proprio salario insufficiente a provvedere alle necessità delle loro famiglie; il 91% ha dichiarato di essere orgogliosa di lavorare in agricoltura; mentre il 67% ha avuto percezione della discriminazione di genere. Nel mondo i risultati del sondaggio rivelano che le donne intervistate percepiscono diffusamente una discriminazione di genere, dal 78% in India al 52% negli Usa. Solo la metà dichiara di avere lo stesso successo delle controparti maschili; il 42% dice di avere le stesse opportunità degli uomini, e solo il 38% afferma di essere autorizzata a prendere decisioni sull'utilizzo degli utili nell'allevamento e in agricoltura. Quasi il 40% delle intervistate riferisce di avere un reddito inferiore agli uomini e minore accesso ai finanziamenti. In alto nella classifica delle preoccupazioni troviamo la stabilità finanziaria, il benessere delle loro famiglie e il raggiungimento di un equilibrio lavoro/vita. Molte hanno dichiarato di aver necessità di più formazione per trarre vantaggio dalla tecnologia agricola che è diventata essenziale per il successo economico e la gestione ambientale. Questo desiderio di formazione è emerso come la necessità più diffusa tra le intervistate, per la rimozione degli ostacoli alla disparità di genere. Le cifre hanno superato di gran lunga il 50% in tutti i 17 paesi, con Brasile, Nigeria, Kenya, Messico e Sud Africa in testa.
Manuela Rancati, Sales Manager Seeds di Corteva Italia, conferma: "Questo studio ci ha permesso di capire le condizioni, le impressioni e le preoccupazioni di tutte le donne impiegate nel settore. Nonostante la maggior parte sia orgogliosa di lavorare in agricoltura, tale dato non si traduce in soddisfazione. Il loro costante impegno in un settore che culturalmente si ritiene maschile rappresenta una sfida quotidiana, per rimuovere molti più ostacoli rispetto agli uomini, perchè indipendentemente dal lavoro che svolgono e dal paese in cui vivono, molto spesso devono occuparsi anche dei figli e della gestione familiare. Per Corteva è fondamentale supportarle fino al successo, anche se ci vorranno decenni".
La maggior parte delle donne registra dei progressi sulla parità di genere, ma il 72% dice che ci vorranno da uno a tre decenni o più per raggiungere la piena parità. Le intervistate hanno identificato cinque azioni chiave per rimuovere gli ostacoli alla parità: Più formazione in tecnologia (citato dall'80%); Più formazione accademica (citato dal 79%); Più supporto - legale e altro - per aiutare le donne in agricoltura che subiscono discriminazioni di genere (citato dal 76%); Sensibilizzare l'opinione pubblica sul successo che le donne stanno ottenendo in agricoltura (citato dal 75%); Sensibilizzare l'opinione pubblica sulle discriminazioni di genere in agricoltura (citato dal 74%). "Mentre sappiamo che le donne rappresentano quasi la metà delle persone al mondo che si occupano di agricoltura, questo studio conferma che le sfide persistono, ostacolando non solo le donne, ma anche le persone che dipendono da loro: le loro famiglie, le comunità e le società. Identificare l'esistenza di queste sfide è il primo passo per rimuovere le barriere per le donne imprenditrici agricole affinchè raggiungano il loro pieno potenziale", ha concluso Harden.
EFA News - European Food Agency