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CLARA MOSCHINI

Audizioni. Gallinella sulla Pac: al lavoro per tutela comparto vinicolo

E, la proposta della Commissione che "cambierà la politica agricola comune"

"Un settore importante per il nostro Paese, come quello del vino, merita delle scelte che mirino esclusivamente al suo sostegno e alla sua promozione. La riforma della politica agricola comunitaria (Pac) è appunto un’opportunità per migliorare le regole del mercato del vino”:  così Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura alla Camera ha commentato  in merito alle audizioni svoltesi ieri di Unione Italiana Vini (Uiv) e Federvini in commissione Agricoltura, nell'ambito della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui mercati dei prodotti agricoli.

“Tra i punti fondamentali -ha proseguito Gallinella- sicuramente quello delle autorizzazioni all’impianto di nuovi vigneti: siamo d’accordo sul non liberalizzarle, ma per l'Italia è certamente strategico recuperare le riserve di vino non utilizzate per poter aumentare il potenziale. Inoltre, si prende la giusta direzione anche per quanto riguarda le “varietà resistenti” alle malattie, una scelta sostenibile, che ci consente di evitare troppi trattamenti chimici alle vigne e che siano inclusi il Barolo chinato e il Vermouth tra i prodotti vitivinicoli. Un’attenzione particolare è e sarà rivolta alle etichettature, perché il Movimento 5 Stelle, insieme a questo Governo, si batte da sempre affinché siano chiare e trasparenti per tutti i consumatori. Per questo, al fine di renderle comprensibili in ogni Paese, vogliamo che sia indicato obbligatoriamente solo il potenziale calorico tramite pittogramma, ovvero con i simboli. Attraverso questo lavoro sinergico con il Governo e tutte le associazioni di categoria, siamo sicuri che riusciremo a tutelare gli interessi della nostra agricoltura”. 

Sempre a proposito della Pac il presidente della commissione Agricoltura oggi ha anche illustrato la proposta della Commissione che "cambierà la politica agricola comune. La Pac -scrive Gallinella- è stata la prima politica che ha unito l’Europa con uno scopo: cibo per tutti e cibo sicuro. Un concetto che nel tempo ha inglobato anche il mantenimento dei beni pubblici, di sostenibilità delle produzioni, del reddito dell’agricoltore e di ricambio generazionale. A breve terminerà la programmazione 2014-2020 e si sta già ragionando sulla proposta della Commissione che introduce un 'new delivery model' anche in concomitanza della Brexit e del conseguente taglio di budget complessivo" 

Rispondendo a "Cosa dice in sintesi la proposta?" spiega: "Per il settennio sono previsti (a prezzi correnti) 365 mld, 286.2 mld per il primo pilastro e 78.8 mld di euro per il secondo. Nel dettaglio, per l’Italia si traduce in 24.9 mld destinati ai pagamenti diretti (-3.9% rispetto alla programmazione precedente), 2.5 mld per l’Organizzazione Comune dei Mercati – OCM (-2.5%) e 8.8 mld per il Piano di Sviluppo Rurale – PSR (-14.9%).

I regolamenti che andranno a modificare l’impianto della Pac sono tre: 1) Reg. sui Piani Strategici; 2) Modifica OCM; 3) Reg. Orizzontale.
Sul primo gli Stati Membri (SM) sono chiamati a elaborare determinati interventi detti piani strategici contenenti esigenze, strategie e obiettivi. Nei piani strategici è da segnalare obbligo di inserirvi l’ortofrutta e l’apicoltura.

Viene anche rivisto il sistema dei pagamenti diretti. Avremo un pagamento base legato alla sostenibilità e un sostegno complementare detto 'redistributivo', ambedue  obbligatori per lo SM, nonché uno volontario per il clima e l’ambiente e uno per i 'giovani agricoltori'. Saranno mantenuti i pagamenti accoppiati con una variabilità tra il 10 e il 15%. Rimarrà, infine, la possibilità di attivare il regime semplificato.

Nell’ambito dello sviluppo rurale, la proposta individua 3 obiettivi generali e 9 specifici. Così facendo si dovrebbe semplificare poiché dalle attuali 20 misure si passa ad 8 gruppi d’intervento: impegni ambientali, vincoli naturali, svantaggi specifici, investimenti, insediamento giovani, gestione del rischio, cooperazione e consulenza.
Gli SM potranno altresì decidere di trasferire fino al 15% degli importi massimali tra il primo e il secondo pilastro e viceversa. Per far fronte alle crisi di settore è prevista anche una 'riserva di crisi' da 400 mil di euro l’anno.

Relativamente ai criteri orizzontali, rimane attivo il capping modulato al costo del lavoro. Gli importi derivanti dalla riduzione dei pagamenti finanzierà il sostegno ridistribuivo. Saranno inoltre gli SM a definire il'“vero agricoltore' e la superficie minima pagabile.

Il cambiamento più importante nella futura gestione dell’OCM è il passaggio degli interventi settoriali (ortofrutta, vitivinicoli, olio di oliva, apicoltura e luppolo) dal Reg. 1308/2013 al Regolamento generale Pac. Insieme ai pagamenti diretti e allo Sviluppo Rurale anche se non tutti sono obbligatori. Oltre questo, sarà possibile inserire altri settori. Su tale base giuridica il nostro lavoro di Commissione è già iniziato e sarà mia cura aggiornare passo dopo passo".

SaM - 5583

EFA News - European Food Agency

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