Crisi Alessi, 80 esuberi in vista
Lo storico brand simbolo dei casalinghi di design tenta il rilancio
Si fa sempre più serrato il confronto tra Alessi e sindacati sugli ammortizzatori sociali da utilizzare nella vertenza in corso. Per accompagnare al licenziamento gli 80 dipendenti dichiarati in esubero dal piano industriale, l'azienda aveva proposto dieci mesi di cassa integrazione straordinaria per crisi. Diverso l'orientamento dei sindacati, che propendono - come ipotesi primaria - per i contratti di solidarietà.
Il 1° febbraio si è svolto un incontro in Unione Industriale tra l’azienda e le Rsu assistite da Iginio Maletti per la Fim Cisl, Marco Cristina per la Fiom Cgil e da Michele Calò della Uilm Uil. Per l’azienda hanno partecipato diversi dirigenti, tra cui anche l'ad Marco Pozzo.
"Abbiamo iniziato ad analizzare l'anagrafica di Alessi - si legge nel comunicato dei sindacati - per fare ipotesi sul numero di persone vicine alla pensione, e a ragionare su altri strumenti, oltre a quello dellaccompagnamento alla pensione, che potrebbero essere utili per la costruzione del piano sociale". Al terme della seduta s'è stabilito un nuovo incontro per il prossimo 8 febbraio. Intanto è previsto anche l'avvio di un tavolo in Regione Piemonte il 13 febbraio.
L'azienda, da sempre controllata dalla famiglia Alessi, ha precisato che "non è̀ prevista la delocalizzazione della produzione, nè́ la chiusura della fabbrica di Crusinallo, che continuiamo a considerare un elemento strategico, anche per il futuro". I dipendenti sono oltre 300 e il fatturato 2017 si è assestato sui 60 milioni di euro, in calo costante negli ultimi anni. Sui conti pesa soprattutto l'Italia dove il business delle liste di nozze, complice il web e il crollo dei matrimoni, è in forte ridimensionamento.
EFA News - European Food Agency