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CLARA MOSCHINI

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Dogane e Gdf in lotta contro l'italian sounding

Con l'operazione "Richiamo Italiano" sequestrati anche 1,3 tn di cioccolato finto Made in ITaly

Oltre137mila articoli di vario genere sequestrati, 6 persone fisiche e 4 società segnalate all’Autorità Giudiziaria per reati connessi alla tutela del “made in Italy”. Questi sono i numeri della vasta operazione denominata “Richiamo Italiano” portata a termine nell’ultimo anno dai funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli della Spezia, in collaborazione con i militari del Gruppo della Guardia di Finanza della Spezia, presso il locale porto mercantile, a contrasto della concorrenza sleale attuata con il commercio di merce contraffatta o di prodotti riportanti marchi, i cui nomi e le cui effigi richiamano quelli di famose e apprezzate case di produzione italiane (c.d. “Italian Sounding”), in modo da sfruttarne indebitamente la notorietà e il prestigio.

1.    In aprile, in prossimità delle festività pasquali, veniva individuata e sottoposta a sequestro una spedizione di prodotti dolciari provenienti dalla Polonia: 105.126 uova e ovetti di cioccolata per oltre 1,3 tonnellate di cioccolato, contenuti in 3.540 confezioni, recanti illecitamente il marchio di una nota azienda dolciaria partenopea;

2.    Successivamente, veniva fermato un container proveniente dall’entroterra toscano contenente merci destinate in Canada, paese che prevede agevolazioni daziarie all’importazione per i manufatti di origine italiana. Grazie anche alla collaborazione con gli organi doganali di altri Stati, si è proceduto al sequestro di 1.016 vassoi, recanti la falsa indicazione “Made in Italy” e 2.855 capi d’abbigliamento femminili - riportanti il Giglio, logo del Comune di Firenze, contraffatto - merci che erano state in realtà prodotte in Turchia e Portogallo.

3.    Infine, nell’ambito della tutela dei distretti industriali, sono stati individuati alcuni containers contenenti piastrelle, prodotte in Taiwan, destinate a un magazzino di Reggio Emilia per conto di una società ubicata nel modenese, epicentro della produzione delle ceramiche italiane.

Con l’attività ispettiva è stato accertato che sulle numerose confezioni di piastrelle, oltre al marchio di proprietà della società italiana importatrice, era presente il marchio di qualità “Ceramics of Italy” - di proprietà di Confindustria delle Ceramiche Italiane - la cui apposizione è permessa, dietro concessione, alle sole società accreditate che producono interamente in Italia (c.d. 100% made in Italy).

"L’operazione “Richiamo Italiano” - spiega una nota dell'Agenzia delle dogane - si inserisce in un più ampio dispositivo operativo a contrasto della contraffazione marchi, con il preciso intento di rafforzare la lotta al mercato del falso – i cui prodotti recano danni alla salute, inquinano l’economia legale e deturpano l’immagine del “Made in Italy” e dell’“Italian Sounding”, fenomeno che rappresenta la forma più eclatante di concorrenza sleale al patrimonio manifatturiero italiano, eccellenza per qualità e apprezzamento".

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