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CLARA MOSCHINI

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Lockdown/4: come sono cambiate le mense scolastiche

Aumenta la dicotomia tra valore educativo e commodity, secondo Osservatorio Foodinsider

Si è tenuto oggi il 5° rating dei menù scolastici e dell’indagine sulla mensa post lockdown, un incontro online organizzato da Foodinsider, osservatorio delle mense scolastiche, in collaborazione con Slow Food Italia. Ciò che è emerso dalla discussione è la fotografia di un sistema della ristorazione scolastica italiana che ha subìto cambiamenti a causa del Covid-19, sia in termini organizzativi che di equilibrio nutrizionale. Se fino a febbraio scorso si registravano moderati sforzi verso menù più sani e sostenibili, in un quadro complessivo in cui a farla da padrone erano comunque proteine animali e carboidrati, la mensa post lockdown ha semplificato la propria offerta appiattendosi intorno a pasta e pizza.

L’indagine inerente al pre-lockdown (fino a febbraio), ha valutato l’equilibrio e l’impatto sull’ambiente di una cinquantina di menù scolastici italiani, rappresentativi del 28% circa del panorama della ristorazione scolastica a livello nazionale. "Pasta, lasagne, gnocchi e pizza tutti i giorni: questa dose di amidi, quindi di zuccheri, sicuramente aiuta i bambini italiani a essere tra coloro che hanno un record mondiale di sovrappeso e obesità. È ovvio che la base di questa condizione parte dalla scuola", puntualizza il prof. Valter Longo, per cui l’indicazione è puntare di più sulle proteine vegetali ed educare a un maggiore consumo di verdure.

Mangiare a scuola dopo il lockdown cambia: si opta per menù semplificati, si sente l’assenza di controlli da parte dei genitori e si utilizzano maggiormente stoviglie monouso. La soluzione più green è quella di Venezia, dove i bambini sono abituati da anni a portare le stoviglie da casa, a cui si sono aggiunte la borraccia e la tovaglietta lavabile fornite dal comune. Di positivo c’è: più silenzio mentre si mangia, sia in refettorio sia in classe, e un investimento sulla forza lavoro. Dopo anni di tagli del personale per la chiusura di cucine, introduzione di piatti processati ed efficienze di processo, si rende fondamentale aumentare la forza lavoro.

Si allarga la forbice tra chi dà un valore sociale ed educativo alla mensa e chi la considera una commodity. "In epoca di pandemia le cucine e i cuochi stanno alla mensa scolastica come gli ospedali e i bravi medici stanno al Covid", sostiene Claudia Paltrinieri, direttore di Foodinsider. "La nostra indagine dimostra che più sono diffuse le cucine sul territorio, più i cuochi sono formati e più è facile ‘curare’ l’alimentazione dei bambini che, in attesa di vaccini, è tra le migliori armi che abbiamo per proteggere la salute dei nostri figli".

hef - 14670

EFA News - European Food Agency
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