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CLARA MOSCHINI

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Natale: precipitano turismo e vacanze, acquisti concentrati sui prodotti alimentari

Secondo ricerca Confimprese 67,2% delle famiglie con reddito ridotto, il 65% ha perso lo spirito natalizio

Da settembre a oggi, la quota di coloro che hanno subito una riduzione significativa del reddito è aumentata di oltre 8,3 punti e riguarda il 67,2% delle famiglie. I più colpiti sono i lavoratori autonomi, i monogenitori, i redditi bassi. A farne le spese maggiori i residenti nelle metropoli, tutti colpiti dalla chiusura di attività considerate non essenziali. È quanto emerge dalla ricerca di Innovation Team, società di ricerca del gruppo Cerved, per Confimprese “Termometro Italia-famiglie. Approfondimento sulle aspettative legate al Natale”. L’emergenza Coronavirus impatta pesantemente anche sulle abitudini legate al Natale: il 65% delle famiglie ha perso lo spirito natalizio che aveva negli anni precedenti. Solo il 9% si dice impaziente per l’arrivo delle feste, per poter vivere qualche momento di allegria e spensieratezza. 

L'indagine evidenzia che quasi 2 famiglie su 3, pari al 59,5%, ridurranno il budget con un calo medio di 138 Euro (-25%). Nel 2019 gli italiani hanno speso in media 450 Euro, che toccano i 715 Euro nelle metropoli e 708 Euro tra le coppie senza figli. Mediamente più elevata la spesa anche tra le coppie con figli piccoli (542 Euro), al sud e isole (564 Euro) e tra gli under 35 (562 Euro). La riduzione della spesa sarà più elevata per le categorie sociali più fragili: vedovi, anziani, genitori soli, divorziati. Per il 38%, invece, il budget destinato alle spese di Natale sarà lo stesso di un anno fa, mentre solo il 2,5% spenderà di più con un aumento medio di 240 Euro. Il 42,2% degli intervistati si dichiara in difficoltà a causa della crisi sanitaria, il 26,7%, pur non essendo in particolare sofferenza, preferisce risparmiare in vista dei prossimi mesi. C’è, inoltre, un 20,7% che imputa al contesto di emergenza la mancanza di interesse a fare acquisti, mentre il 10,3% sconta la difficoltà di recarsi fisicamente nei negozi. La riduzione delle spesa ammonta al 67,7% per chi spendeva meno di 100 Euro negli anni scorsi, ed è solo del 14,8% per la fascia più benestante, che dedicava allo shopping natalizio più di 2mila Euro.

Il 60,2% delle famiglie concentrerà gli acquisti natalizi in prodotti alimentari, il 43,3% in abbigliamento e accessori e un altro 30,7% sceglierà principalmente giochi per bambini. Il 30% si concentrerà soprattutto su prodotti per la casa, mentre un altro 26,2% comprerà prodotti per la cura della persona. I prodotti di elettronica, scelti mediamente dal 19,8%, sono in cima alla lista di coloro che avranno una spesa maggiore dello scorso Natale: verranno comprati dal 48,4%. Tengono musica ed editoria con l’11,3%, precipitano allo 0,7% turismo e vacanze. Quest’anno l’online verrà utilizzato come canale principale dalle famiglie in vista del Natale: il 61,4% comprerà su Amazon, il 41,7% sui siti e-commerce dei singoli brand. Seguono, ad ampia distanza, i centri commerciali, i supermercati e i negozi di prossimità. Rispetto al 2019, l’incremento delle piattaforme online per gli acquisti natalizi supera il 60%. Comportamenti in caso di chiusure dei centri commerciali sempre più a rischio. Supermercati e negozi di prossimità mantengono una quota abbastanza stabile, mentre cala il ricorso a tutti gli altri canali, soprattutto in relazione alle difficoltà di spostamento legate alle limitazioni imposte nelle diverse regioni d’Italia. 

hef - 15142

EFA News - European Food Agency
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