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CLARA MOSCHINI

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Controllo naturale delle Malattie delle piante: avanza lo studio Excalibur

Progetto europeo finanziato dall'Ue con 7 milioni di euro

C'è anche l'università di Torino, con altri 15 partner europei, al lavoro per l'identificazione di nuovi microrganismi in grado di tenere sotto controllo le malattie delle piante di pomodori e di fragole, nell'ambito del progetto Excalibur (Exploiting the multifunctional potential of belowground biodiversity in horticultural farming).

Sono state selezionato due aziende agricole commerciali, situate in Piemonte, una addetta alla produzione di fragole e l'altra di pomodori, e nel corso del 2020 sono state monitorate le principali malattie che colpiscono tali colture. In seguito i ricercatori hanno raccolto le piante malate e isolato i ceppi microbici considerati gli agenti che causano le malattie, con particolare attenzione ai patogeni presenti nel suolo. "In realtà stiamo utilizzando gli agenti patogeni isolati per l'inoculazione di piante coltivate in serra come parte di un esperimento su piccola scala per la riproduzione delle medesime malattie osservate nel terreno; stiamo cercando quindi gli antagonisti microbici che potrebbero tenerle sotto controllo", spiega il prof. Massimo Pugliese. A tale scopo, vengono effettuati test su diversi ceppi di Trichoderma, Bacillus e Fusarium non patogeno presenti nella raccolta di Agroinnova – università di Torino, per valutare le loro capacità di tenere sotto controllo gli agenti patogeni provenienti dal terreno che colpiscono le due colture.

Contemporaneamente, il progetto prevede la valutazione dell'effetto di fertilizzanti biologici, come il compost, utilizzato da solo oppure rafforzato con ceppi microbici, come il Trichoderma, nella soppressione del patogeno del terreno Phytophthora capsici. Di fatto, con l'applicazione di tecniche molecolari, è stato osservato che sull'attività di soppressione del compost influisce fortemente il suo microbiota, oltre alla dose amministrata. Successivamente a questo processo di selezione, le soluzioni più promettenti saranno applicate a partire dal prossimo anno nelle due aziende agricole commerciali per un'ulteriore validazione della possibilità di controllo delle malattie. Questo tipo di approccio "su misura" aiuterà gli imprenditori agricoli a ridurre l'uso di fungicidi chimici e consentirà una migliore comprensione dell'impatto degli antagonisti microbici sulla biodiversità del terreno.

Il progetto di ricerca internazionale finanziato dal programma Ue di ricerca e innovazione "Orizzonte 2020", è stato inaugurato a giugno 2019. Con lo scopo di avviare un cambiamento incentrato sulla biodiversità nelle pratiche agricole per la gestione del suolo, il progetto ha ricevuto un finanziamento di 6.995.197,50 Euro e riunisce 16 partner europei. Nell'arco di cinque anni i ricercatori esamineranno le modalità d'interazione tra colture, suolo e microorganismi. Le conoscenze acquisite promuoveranno un uso più efficiente di biopesticidi e biofertilizzanti per pratiche produttive e sostenibili a lungo termine. 

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EFA News - European Food Agency
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