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CLARA MOSCHINI

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Covid: l’agricoltura nella seconda ondata, tra resistenza e rilancio

Osservatorio sul mondo agricolo Enpaia-Censis

La fondazione Enpaia (l’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura) e il Censis, istituto di ricerca socio-economica, hanno presentato il secondo numero dell’osservatorio sul mondo agricolo "L’agricoltura nella seconda ondata, tra resistenza e rilancio". L’obiettivo è quello di delineare l'impatto della pandemia sulla filiera e la sua relativa tenuta. Con la caduta a due cifre delle variabili economiche sono aumentati la spesa alimentare domestica e gli acquisti nei negozi di vicinato, nel frattempo gli italiani hanno dosato i criteri funzionali per mettere in tavola cibo sano e sostenibile.

Durante la pandemia da Covid-19 si è rinnovata la centralità sociale del cibo con l’aumento della spesa alimentare domestica del +2,3% reale e il decollo verticale di alcuni prodotti tipici del mangiare in casa con il +12% della pasta, +16% del riso e poi +16,2% della birra, +9,3% dei vini, +11,1% della frutta, +12,2% degli ortaggi. Inoltre, vi è stato il boom degli acquisti presso i riscoperti negozi tradizionali di prossimità con +31% delle vendite. Di fatto, per il 47,4% degli italiani il cibo è stato un alleato per garantire il proprio benessere psicofisico. L'osservatorio evidenzia che nei criteri di scelta della spesa alimentare degli italiani vince la sicurezza degli alimenti (58%), poi la tracciabilità per verificarne la provenienza (40%), il gusto (35%), i contenuti nutrizionali (35%) e, solo dopo, il costo (31%). 

La sostenibilità ambientale e delle comunità resta per il 95,5% degli italiani la priorità per il futuro prossimo. Per il 90,6% degli italiani l’agricoltura ne è già oggi il motore e per il 60% ha dato sinora un contributo importante nella lotta al cambiamento climatico. Inoltre, secondo il 93% degli intervistati essa è decisiva per le aree rurali. Del resto, attualmente l’agricoltura consente agli italiani di mangiare sostenibile con prodotti nutrienti e salutari (51%), non trattati con pesticidi (40%), di origine locale (28%), dal prezzo per tutti accessibile (22%), realizzati con metodi e tecniche a basso impatto ambientale (19%). 

Agricoltura e sostenibilità sono strettamente legate e per gli italiani gli agricoltori (50%) sono il soggetto che più di tutti rende sostenibile il nostro sistema di produzione alimentare, più di industria alimentare (47%), Governo nazionale (45%), amministrazioni regionali (35%) e istituzioni europee (31%). Infine, dallo studio emerge che il 93,7% degli italiani è favorevole a dare aiuti alle imprese agricole che investono in sostenibilità, intesa come tutela dell’ambiente e delle comunità. Il 92,3% dice sì a ridurre le tasse alle imprese per favorire gli investimenti in economia verde e circolare.

In allegato a questa news, lo studio completo. 

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EFA News - European Food Agency
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