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CLARA MOSCHINI

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Finanza scopre falsi agricoltori che intascavano contributi pubblici

Sequestro di denaro e beni per 1 milione e mezzo di Euro in provincia di Messina

I finanzieri del comando provinciale di Messina hanno concluso un'operazione riguardante l’indebita percezione di finanziamenti pubblici, nonché del falso bracciantato agricolo, conclusasi con la denuncia all’autorità giudiziaria peloritana di numerosi soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di frode ai danni dell’Inps, falso e truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. L’indagine è stata diretta dalla procura di Messina ed eseguita dalle fiamme gialle della tenenza di Patti, sotto il coordinamento del gruppo della guardia di finanza di Milazzo, ed ha consentito di stroncare un rodato meccanismo che aveva consentito a ben 156 lavoratori di ottenere, secondo ipotesi d’accusa indebitamente, le previste indennità assistenziali e previdenziali per il settore agricolo, pari ad oltre 550.000 Euro.

L’attenzione delle fiamme gialle, è inizialmente caduta su una società cooperativa agricola, con sede a Piraino (Me), legalmente rappresentata dal brolese D.L. cl. 63, che aveva comunicato all’Inps l’assunzione di centinaia di operai, da impiegare nei terreni di sua proprietà. Dopo mirati accertamenti, tuttavia, gli investigatori economico-finanziari pattesi hanno scoperto, come la cooperativa fosse solo una cosiddetta “cartiera”: un’azienda priva di personale e di una reale struttura operativa, nata con il deliberato intento di procurare ai responsabili della frode un ingiusto profitto. I braccianti non hanno espletato alcuna prestazione lavorativa, riuscendo, comunque, grazie alle mendaci dichiarazioni trasmesse dal titolare dell’impresa agricola all’Inps, a percepire contributi previdenziali ed assistenziali.

La frode ha riguardato anche l’erogazione di ulteriori contributi pubblici, ammontanti a circa mezzo milione di Euro, concessi dall’Agea nell’ambito del "Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013", finanziati per migliorare le strutture aziendali agricole operanti nell’area dei Nebrodi. La medesima cooperativa agricola faceva parte di un ramificato sistema di aziende, composto da 14 società, che si scambiavano vicendevolmente numerose fatture “gonfiate”, per un importo pari a € 360.000,00, predisposte al solo fine di attestare all’ispettorato dell’agricoltura di Messina e l’Agea, le spese per la realizzazione di lavori agricoli, in realtà mai sostenute. I reati contestati agli indagati, vanno dal falso commesso in atto pubblico sino alla truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Il G.I.P. del tribunale di Messina ha disposto, nei confronti del rappresentante legale della cooperativa, il sequestro preventivo di beni per un valore di circa 1,5 milioni di Euro. Durante la fase esecutiva del provvedimento sono state, sequestrate il 60% delle partecipazioni di una società di Piraino (Me).

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