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CLARA MOSCHINI

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Birra, si rafforza la fiducia dei consumatori nonostante la pandemia

Oltre la metà la acquista anche da asporto, secondo i risultati del Centro informazione di Assobirra

Il centro informazione birra (Cib) targato AssoBirra, rivela la fotografia completa e aggiornata dei cambiamenti in atto nel settore birrario italiano. Il Cib è l’appuntamento con il racconto in presa diretta su come sta cambiando il mondo birra, reso possibile grazie all’ascolto di più voci: quella degli italiani, dei brand del settore, della filiera e di AssoBirra, in collaborazione con la società di ricerche di mercato Bva Doxa. Dallo studio emerge che la convivenza con la pandemia ha avuto un impatto senza precedenti sulle abitudini di consumo degli italiani. Anche in relazione al consumo di birra (per il 44% degli intervistati) e soprattutto per quel che concerne il fuori casa (per il 75% del totale campione). I dati del centro studi della Fipe rivelano che le perdite per le migliaia di imprese made in Italy dell’horeca, potrebbero arrivare a superare quota 33 miliardi di Euro a fine 2020. Nonostante il supermercato resti il luogo elettivo di acquisto di questa bevanda da pasto (87%), cresce la percentuale di italiani che ha acquistato birra in qualsiasi punto vendita vicino casa (23%), dai piccoli negozi di quartiere (15%), dai bar di fiducia (11%) o da ristoranti sempre diversi (10%). È in linea con i valori registrati durante il primo lockdown, invece, la percentuale di acquisto online tramite siti e-commerce delle principali catene di distribuzione ma anche dei piccoli produttori, che si attesta al 10%.

Il 52% degli italiani risponde di aver acquistato birra da asporto in questi mesi. Per oltre 9 connazionali su 10, si tratta di un’azione concreta per supportare le realtà locali, anche e soprattutto le più piccole, alle prese con una vera e propria débâcle. Il 53% ha dovuto riorganizzare la propria attività con consegne a domicilio mentre il 66% si limita a seguire gli orari di chiusura indicati dai provvedimenti per l’emergenza Covid-19. Il 5%, invece, ha purtroppo chiuso definitivamente. 

“Ancora una volta, si conferma indissolubile il legame tra gli italiani e la birra che, non solo non rinunciano a questa bevanda da pasto ormai diventata consuetudine sulle nostre tavole, ma sono disposti a fare ciò che è loro possibile, ad esempio acquistando birra e cibo da asporto, per dare il proprio sostegno alle realtà imprenditoriali del settore in più grave difficoltà” commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra. “In vista del Natale poi, la ricerca condotta da BVA Doxa restituisce ancora una volta l’immagine della birra quale sinonimo di convivialità. Il 60% degli italiani, infatti, considera importante regalare birra per le feste”.

Il supporto degli italiani al mondo birra non basta ad attutire il contraccolpo che l’intera filiera sta subendo a causa della crisi sanitaria in corso. Infatti, a pagarne le spesa più salata sono il settore alberghiero e termale. “A fronte del nostro grande sforzo e impegno ad offrire ai (pochi) ospiti la possibilità di un soggiorno in sicurezza nel pieno rispetto delle norme previste e di rigidi protocolli di sicurezza, abbiamo comunque registrato una perdita di fatturato che a fine anno sarà stata di oltre l’80% sui risultati 2019. Eppure sono stati disposti aiuti economici che potranno coprire meno del 10% del totale ammanco. Settori analoghi al nostro in altri paesi europei hanno già ricevuto aiuti in forma di liquidità che arrivano a colmare anche il 70% delle perdite; un vulnus che il settore rischia di portarsi sulle spalle anche nei prossimi anni quando, alla ripresa, dovrà tornare a competere sui mercati internazionali”, commenta Barbara Maria Casillo, direttore generale di Confindustria Alberghi.

Il settore stima una ripartenza graduale non prima del secondo semestre del 2021, con numeri più sostanziali e significativi in arrivo soltanto nel 2022. AssoBirra nel corso del 2020 ha tradotto in una serie di azioni concrete il proprio impegno a supporto dell’intera filiera birraria e non solo. L'obiettivo è fare squadra e non disperdere quanto costruito negli anni da tutti quei settori oggi strategici per l’economia nazionale. In particolare la birra, la cui ricchezza generata si attesta a quasi 10 miliardi di Euro al 2019 e che occupa oltre 144.000 lavoratori lungo tutta la filiera; parliamo dello 0,53% del Pil nazionale.

“In questi mesi abbiamo lavorato con forza per dialogare proattivamente con Governo, Istituzioni e Associazioni di categoria con l’obiettivo di salvaguardare le centinaia di imprese del settore birra che sono un valore inestimabile del tessuto imprenditoriale del nostro Paese. In particolare, abbiamo chiesto misure concrete a supporto della filiera, quali una riduzione delle accise che gravano ingiustificatamente sulla birra e il riconoscimento di un credito d’imposta per i punti di consumo” commenta Andrea Bagnolini. “E allo stesso tempo abbiamo fatto squadra con le Associazioni di categoria che rappresentano altri settori, alla birra collegati e come noi altrettanto colpiti dall’emergenza Covid-19. Siamo convinti che soltanto un’azione congiunta di sistema potrà consentire di non disperdere l’enorme patrimonio di questo settore”, conclude Bagnolini.

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EFA News - European Food Agency
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