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CLARA MOSCHINI

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Pini (salumi), media rilanciano notizie datate su inchiesta in Polonia

"C'è qualcuno che vuole avvelenare i pozzi per intaccare la nostra credibilità e non lo permetteremo"

"La cauzione per l'indagine aperta in Polonia è stata pagata tra il 2016 e i primi mesi del 2017. L'indagine è ancora in corso e non è ancora arrivata al primo grado di giudizio e lì mio padre conta di dimostrare la sua innocenza e l'estraneità dai fatti". Lo ha dichiarato all'Ansa Roberto Pini, amministratore e proprietario della Pini Holding - la società che è in cordata con Amco, nella partita per conquistare i salumi Ferrarini - circa le vicende giudiziarie in Polonia relative al padre Piero Pini, rilanciate oggi da vari quotidiani italiani.
"Apprendiamo - aggiunge Pini - con stupore e sconcerto che media ungheresi e italiani rilanciano come nuove notizie che risalgono ad anni fa. C'è qualcuno che vuole avvelenare i pozzi per intaccare la nostra credibilità e non lo permetteremo. Voglio ribadire che la Pini Holding non ha alcun legame con le società in Polonia e Ungheria e che è leader di mercato a livello europeo e tra i principali player a livello globale con oltre un miliardo di fatturato, di cui il 50 per cento sviluppato in Italia, e oltre due mila dipendenti nel mondo".

Oltre alla Polonia, Piero Pini è indagato anche in Ungheria, dove nell'ambito di un'inchiesta era finito in carcere nel 2019 (vedi articolo di EFA News del 1/4/2019).

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