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CLARA MOSCHINI

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Petti: l'azienda si difende

Ma il giudice conferma il sequestro di quasi 4.500 ton di passata di pomodoro

Il giudice che conduce le indagini preliminari ha convalidato lo scorso giovedì il sequestro effettuato il 26 aprile dai carabinieri, nello stabilimento Italian Food (Gruppo Petti) a Venturina e di Campo alla Croce di Campiglia Marittima. Sono quasi 4500 le tonnellate di passata di pomodoro requisite dai Nas, sulle quali vi sarebbe un giustificato quadro indiziario probatorio e robuste conferme dei sequestri operati. Il valore commerciale del materiale confiscato si aggira intorno ai 3 milioni di euro. 

Il gruppo Petti, nei giorni scorsi, ha diramato un comunicato in cui sostiene che quanto confiscato era destinato per il confezionamento di prodotti a marchi terzi e all’esportazione fuori dall’Italia. “L’azienda è intenzionata a collaborare ed a chiarire questa vicenda con le autorità preposte", spiega una nota ufficiale di Italian Food Spa. “La merce semilavorata industriale di provenienza estera, rinvenuta tra lo stock di prodotto toscano e italiano stivati nei magazzini viene regolarmente utilizzata come da altre aziende del settore conserviero per il confezionamento di prodotti a marchi terzi, destinati all’esportazione fuori dall’Italia”. 

Nel frattempo lo stabilimento ha potuto riprendere la produzione. “Accogliamo positivamente la conferma della riapertura dello stabilimento Petti, con le prescrizioni indicate dalla Regione Toscana. Ma oltre al sospiro di sollievo per i 130 dipendenti, è necessario sottolineare quanto sia importante che la campagna del pomodoro da industria prosegua senza interruzioni, per migliaia di coltivatori della Val di Cornia e di altre zone della Toscana – per mille ettari di coltivazioni - che conferiscono agli stabilimenti di Italian Food di Venturina”.

red - 18800

EFA News - European Food Agency
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