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CLARA MOSCHINI

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Breasaola Valtellina: fonte delle "proteine del sonno"

Studio UK: il processo di stagionatura della Igp agevola la digestione

Per anni la narrazione collettiva ha imposto il "numero magico" delle otto ore di sonno come unico standard di benessere. Tuttavia, la ricerca scientifica internazionale sta scardinando questo paradigma. Un imponente studio della UK Biobank, condotto su mezzo milione di individui, ha dimostrato che non esiste una durata del sonno universale valida per tutti, ma che la differenza la fanno la regolarità e la qualità del riposo.

Parallelamente, esperti come Giorgio Gilestro, neurobiologo all’Imperial College di Londra, denunciano il fenomeno dello “sleep terrorism”: quell'allarmismo mediatico e digitale che trasforma il sonno in una sfida numerica, generando un’ansia da prestazione (ortosomnia) che finisce paradossalmente per sabotare il riposo stesso. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno (13 marzo), l’attenzione si sposta dunque dalla quantità alla biochimica del riposo, che inizia proprio a tavola.

Quando si parla di alimentazione e sonno, è importante fare una distinzione fondamentale: non esistono alimenti “che fanno dormire”, ma scelte alimentari che aiutano a non interferire con il naturale funzionamento del riposo notturno e in parte a conciliarlo. “Il sonno è un processo complesso, regolato principalmente da fattori ormonali e neurologici. Gli alimenti non inducono il sonno, ma possono contribuire a creare le condizioni affinchè il corpo non venga ostacolato nel suo naturale percorso verso il riposo”, spiega Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione. Secondo la crononutrizione, la disciplina che studia come l’assunzione del cibo interagisce con i ritmi circadiani  (i cicli di circa 24 ore che regolano sonno, fame e metabolismo), una cena inappropriata può comportare un lavoro digestivo che innalza la temperatura corporea, inviando segnali di "veglia" al cervello e sabotando la fase Rem.

In questo equilibrio delicato, la tipologia delle proteine assunte la sera gioca un ruolo cruciale. La qualità del sonno, infatti, può essere influenzata negativamente da pasti serali troppo abbondanti, ricchi di grassi o eccessivamente proteici, che rallentano la digestione e aumentano il lavoro dell’apparato digerente. Al contrario, una cena ben strutturata punta su volumi contenuti e alimenti poveri di grassi. In tal senso, la Bresaola della Valtellina Igp rappresenta una scelta strategica: infatti, il processo di stagionatura contribuisce a una parziale scomposizione delle proteine (proteolisi), agevolando la digestione e riducendo l’impegno gastrico.

“Una proteina magra e ben digeribile, se consumata nelle giuste quantità e abbinata ai carboidrati, non peggiora la qualità del sonno e non interferisce con i suoi meccanismi”, sottolinea Giampietro. “La Bresaola della Valtellina Igp è inoltre fonte di proteine ad alto valore biologico e apporta nutrienti essenziali per il sistema nervoso come le vitamine del gruppo B (in particolare la B12), ferro, magnesio, potassio e zinco”.

Per contrastare gli effetti dello sleep terrorism e favorire una biochimica del riposo efficiente, la ricerca nutrizionale identifica alcuni alimenti chiave capaci di dialogare con il nostro orologio biologico. Le proteine magre e digeribili se consumate nelle giuste quantità (0,9-1,0g/kg di peso corporeo desiderabile/giorno) e abbinate ai carboidrati, non sovraccaricano la digestione serale e contribuiscono a non interferire con i meccanismi del sonno. In questo contesto, la Bresaola della Valtellina Igp, naturalmente povera di grassi e ricca di proteine ad alto valore biologico, rappresenta un’opzione leggera e facilmente digeribile. Il processo di stagionatura favorisce, infatti, una parziale scomposizione delle proteine in peptidi e amminoacidi più semplici, rendendole più assimilabili dall’organismo. Tra questi è presente anche il triptofano, un amminoacido essenziale che agevola la sintesi di serotonina e melatonina, molecole coinvolte nella regolazione del tono dell’umore e del ritmo sonno-veglia.

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EFA News - European Food Agency
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