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CLARA MOSCHINI

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Tea: sperimentazioni già in campo, altre in arrivo nel 2026

Agli Stati Generali della ricerca il punto sulle colture strategiche

Con sei progetti di sperimentazione già attivi e almeno altri tre pronti a partire entro il 2026, la ricerca italiana sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) entra in una fase di piena accelerazione e si conferma un modello virtuoso d’eccellenza a livello europeo. Un avanzamento che rende ancora più urgente il completamento del quadro normativo europeo, atteso da tutta la filiera agroalimentare per poter trasformare i risultati della ricerca in strumenti concreti a disposizione degli agricoltori. È quanto emerso oggi a Roma nel corso dell'evento “Stati Generali della ricerca italiana sulle Tecniche di Evoluzione Assistita”, promosso dal senatore Luca De Carlo presso il Senato della Repubblica.

Grazie alle misure introdotte negli ultimi anni, a partire dal Decreto Siccità, prorogato per tutto il 2026, l’Italia si è affermata come uno dei contesti più avanzati in Europa per la sperimentazione in campo delle Tea e oggi può contare su numerosi progetti che coinvolgono colture strategiche per il Made in Italy come riso, vite e pomodoro. Nel settore risicolo, il progetto Ris8imo dell’Università di Milano, coordinato dalla professoressa Vittoria Brambilla, ha l’obiettivo di sviluppare varietà resistenti al brusone. Dopo aver superato anche un atto vandalico nel 2024 (leggi notizia EFA News), l’iniziativa si appresta a entrare nel suo terzo anno di attività, confermandosi come un progetto apripista per la ricerca nazionale. 

Nel comparto vitivinicolo, l’attività dell’Università di Verona guidata dal professor Mario Pezzotti è focalizzata sull’ottenimento di varietà di vite più tolleranti a patogeni come peronospora e oidio, per rafforzare la resilienza delle colture preservando al tempo stesso l’identità delle cultivar. Anche questo filone di ricerca ha subito un atto vandalico nel febbraio 2025, senza tuttavia interrompere il percorso di sviluppo. Sullo stesso fronte si inserisce anche il progetto della Fondazione Edmund Mach, orientato a migliorare la risposta della vite alla peronospora. Nel settore ortofrutticolo, il Crea è impegnato nello sviluppo di nuove linee di pomodoro resistenti a parassiti come l’orobanche e con caratteristiche nutrizionali migliorate, mentre l’Università di Torino lavora su varietà più tolleranti agli stress ambientali. A queste iniziative si affianca il progetto della Fondazione Edmund Mach sul melo, finalizzato a contenere l’impatto delle principali patologie e a migliorare le performance produttive.

Sul piano europeo, il percorso normativo sulle Tea è entrato in una fase decisiva. Nei giorni scorsi il Consiglio dell’Unione europea ha adottato le nuove regole (leggi notizia EFA News), segnando un passaggio importante verso l’adozione del regolamento. Resta tuttavia fondamentale che il Parlamento europeo completi rapidamente l’iter, arrivando al voto definitivo nelle prossime settimane, per evitare ulteriori ritardi e garantire un quadro normativo chiaro e operativo.

"Oggi più che mai è fondamentale che le istituzioni accompagnino e sostengano questa fase, rafforzando il lavoro della ricerca e creando le condizioni affinché l’innovazione possa tradursi in soluzioni concrete per gli agricoltori", ha dichiarato il senatore De Carlo. "È ora necessario che il percorso normativo a livello europeo arrivi rapidamente a compimento, così da colmare un vuoto che negli ultimi anni ha costretto l’Italia a intervenire più volte per garantire la continuità della sperimentazione e trasformare i risultati scientifici in opportunità concrete per il nostro sistema agricolo”.

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EFA News - European Food Agency
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