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CLARA MOSCHINI

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Tonno in scatola: un aiuto contro lo spreco alimentare

Oltre il 60% degli italiani lo indicano come prodotto utile a tale funzione

Le conserve ittiche sono il nostro «essenziale in dispensa», una valida e comoda alternativa al pesce fresco, pronta all’uso, con una lunga shelf life, senza sprechi e di elevate qualità nutrizionali. Grazie al loro profilo nutrizionale sono ideali per assicurare un adeguato apporto di proteine nobili, Omega-3, vitamine (B, D, A, E) e minerali (iodio, ferro, calcio, selenio).

Nel caso del tonno in scatola, una conserva che - è bene ricordare - non contiene conservanti, oltre 1 italiano su due (56,5%) non lo spreca mai, a cui si somma circa un 20% che lo spreca meno di una volta all’anno, circa un 10% a cui capita almeno tre volte l’anno e un 4% a cui capita una o più volte al mese. Lo rivela una ricerca condotta da AstraRicerche per Ancit (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare), realizzata ad aprile su un campione di 1.000 italiani tra i 18 e i 65 anni.

E dovendo indicare tre prodotti “salva frigo” all'interno di una lista proposta agli intervistati, oltre 6 italiani su 10 indicano proprio il tonno in scatola come re dell'anti-spreco, seguito a breve distanza dalla pasta e dal riso (64,6%) e dai legumi secchi e in scatola/vetro (44,4%). Il favore per il tonno in scatola come re dell'anti-spreco cresce con la dimensione della famiglia, raggiungendo il 68% nelle famiglie con almeno quattro componenti, e il 69% nelle famiglie in cui sono presenti minorenni. Inoltre, presso i lavoratori raggiunge il 67%, con un valore lievemente superiore al 62% dei non lavoratori.

Più della metà degli italiani (90,4%), considera il tonno in scatola essenziale da tenere in dispensa per limitare gli sprechi alimentari. Il motivo? Dalle risposte degli italiani, si conferma un profilo del prodotto positivo basato sull'alternanza fra motivazioni legate alla sfera alimentare/nutrizionale e quelle che hanno a che fare con la lunga durata e l'effetto anti-spreco. Il 45,8% lo considera una opzione che - insieme all'insalata o a delle verdure e a una fonte di carboidrati - diventa un pasto completo. A questo si aggiungono la versatilità e la praticità: fa parte di tante ricette veloci (38,2%) e rende possibile mangiare qualcosa di buono con il minimo sforzo in cucina, perché pronto all'uso (35,9%). Subito dopo emerge il tema della conservazione: se ne apprezza la lunga durata, la scadenza molto lontana nel tempo (39,6%), e poi il fatto che è una conserva che dura a lungo senza avere alcun conservante (33,2%) e perché rispetto al pesce fresco non comporta né scarti né il rischio che scada (27,8%). In mezzo alla classifica troviamo anche un'altra caratterizzazione positiva del tonno in scatola, cioè il fatto di essere un alimento proteico sempre a disposizione, senza dover sempre scegliere tra carne o legumi (33,4%) e che è conveniente, con un rapporto qualità-prezzo particolarmente positivo (27,2%).

In fatto di tonno in scatola, gli italiani si confermano attenti al non sprecare neanche l’olio di conservazione: il 56,2% lo utilizza come ingrediente, percentuale in lenta, ma costante crescita, di cui il 17,3% lo utilizza come ingrediente nelle ricette e un 39,5% lo consuma insieme al tonno, ad esempio nell'insalata o raccogliendolo con un po' di pane. E sono i più giovani a dettare la tendenza, con la fascia fra i 18 e i 39 anni di età più propensa a consumare o a recuperare/utilizzare in altre ricette l’olio del tonno in scatola, avendo compreso che è un alimento da valorizzare.

Una ricerca condotta di recente dalla Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (Ssica) di Parma per conto di Ancit (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare), conferma che l'olio presente nella scatoletta di tonno è un alimento a tutti gli effetti, sicuro, che mantiene buone caratteristiche organolettiche, fonte di Vitamina E, Vitamina D e Omega-3 che prende dal tonno e che può essere, pertanto, utilizzato come condimento o ingrediente in cucina. Di contro, permane ancora, purtroppo, 1 italiano su 4 che non utilizza l’olio, buttandolo nei rifiuti o addirittura nel lavandino. Anche in questo caso è importante continuare ad educare il consumatore ad un suo corretto utilizzo. In questa direzione, anche le aziende conserviere ittiche hanno rafforzato l’offerta di prodotti che riducono la quantità di olio presente nella scatoletta di tonno, anche al fine di mitigare eventuali comportamenti scorretti da parte del consumatore e il relativo impatto sull’ambiente.

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EFA News - European Food Agency
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