Innovazione e sostenibilità, la sfida delle aziende agroalimentari
Oss. Food Sustainability: Galbusera, Granarolo e Consorzio Melinda tra i modelli
Al convegno “Dalle regole alla visione, la sostenibilità è leva di innovazione per l’agroalimentare!”, organizzato dall’Osservatorio Food Sustainability (vedi EFA News), durante i vari panel di discussione i risultati della ricerca effettuata dall’Osservatorio sono stati illustrati da rappresentanti di istituzioni, comunità scientifica, imprese e terzo settore, tra cui diverse figure del settore agroalimentare che hanno portato le varie realtà di aziende come Granarolo, Galbusera, Fratelli Beretta, Nestlé e Consorzio Melinda.
Per Galbusera, azienda che produce biscotti, cracker e snack, la filiera rappresenta un fattore distintivo ed è una leva strategica di competitività: in un contesto caratterizzato da crescente attenzione alla sostenibilità, alla qualità delle materie prime, alla trasparenza e alla resilienza degli approvvigionamenti, la capacità di costruire relazioni solide con i fornitori e di avere una visione chiara lungo tutta la catena del valore diventa un elemento fondamentale.
In questa ottica, si inserisce la partnership avviata nel 2025 tra Galbusera e MartinoRossi, produttore di farine senza glutine di alta qualità, realizzata tramite un laboratorio sperimentale per la misurazione della produttività del mais bianco, ingrediente principale dei prodotti senza glutine. Attraverso l’uso di un campo sperimentale, la partnership mira a ridurre l’uso di fertilizzanti, a misurare il carbon e water footprint, e a impiegare biostimolanti naturali. Nel 2025, i risultati ottenuti hanno registrato -31% di azoto fornito per ettero di coltivazione, circa -60% di acqua utilizzata nell’irrigazione, che si traduce in -52% di impronta di carbonio ridotta. La sfida per il 2026 e gli anni a seguire è estendere quella che è ancora una fase sperimentale del progetto per arrivare ad applicare queste modalità di coltivazione su scala nazionale.
Per il Gruppo Nestlé, in particolare per Nescafé Dolce Gusto, di fronte alla decisione presa dall’Ue in merito al PPWR per quanto riguarda le capsule del caffè, che da agosto saranno considerate imballaggi, la sfida è rappresentata dal fare sistema per accelerare gli obiettivi prefissati: in questo contesto, nel 2021, dalla partnership tra Nestlé Italiana SpA e illycaffè SpA è nato il progetto RECAP, con l’obiettivo di promuovere la nascita di un sistema di raccolta e riciclo delle capsule di caffè in plastica esauste, e che si è evoluto in una Alleanza per il riciclo delle capsule in plastica, aperta a tutti i produttori e distributori di capsule che vogliono contribuire a un’economia più circolare. Le prime aziende ad aderire al progetto sono state Essse Caffè e Caffè Borbone. Il progetto è partito con una sperimentazione pilota a fine 2021 grazie alla collaborazione, sancita da un Protocollo di intesa, con la Regione Friuli Venezia Giulia, e nel corso del 2024, grazie alla collaborazione con Logica Srl, azienda che si occupa di trattamento di rifiuti, è stato possibile estendere il progetto di valorizzazione su scala industriale dei rifiuti di capsule di caffè in plastica.
Infine, per rispondere alla normativa che andrà in vigore dal 2028, secondo cui le etichette su frutta e verdura dovranno essere compostabili, il Consorzio Melinda Sca, grazie al progetto APPEAL – Agrifood Protected by Printable Edible Authenticating Label, finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate (FISA) del Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato dal Politecnico di Milano, sta lavorando al riutilizzo dei sottoprodotti ottenuti dalla lavorazione delle mele per produrre materiale biobased a matrice pectina da riutilizzare nella filiera, da cui deriveranno i bollini conformi al nuovo regolamento Ue (PPWR). I risultati ottenuti sono promettenti e l’obiettivo è trasformare questa fase di studio sperimentale in un riutilizzo concreto dei sottoprodotti da applicare nella filiera stessa della mela.
EFA News - European Food Agency