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CLARA MOSCHINI

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Caporalato: due imprenditori in manette nell'Aversano

Paghe di 3 euro all'ora ai braccianti, costretti a lavorare sotto il sole e la pioggia ed esposti ai pesticidi

Ennesimo caso di caporalato in Campania. Due imprenditori dell'Agro Aversano sono finiti in manette in flagranza di reato, con l'accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravato. I due costringevano i braccianti al loro servizio a turni fino a 14 ore al giorno, con retribuzioni di 3 euro all'ora, con il sole e con la pioggia, privati del riposo settimanale e del congedo per malattia. Ai malcapitati erano concesse pause di pochissimi minuti e veniva proibito loro di comunicare per telefono.

Il blitz è stato condotto dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, con il supporto del Comando Provinciale di Napoli. Secondo le indagini, i braccianti erano stati costretti alla permanenza nei campi privi di dispositivi di protezione individuale anche durante e dopo lo spargimento di pesticidi nocivi alla salute umana. In prevalenza indiani e irregolari, i braccianti venivano reclutati per strada e trasferiti nei campi agricoli a bordo di uno dei due imprenditori arrestati.

Durante le indagini sono stati eseguiti controlli ed ispezioni con il contributo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Caserta e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), grazie al progetto A.L.T Caporalato T.R.E., finanziato da parte del Fondo Fami 2021-2027, che ha come obiettivo quello di tutelare i lavoratori migranti vulnerabili.

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EFA News - European Food Agency
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