Electrolux, il ministro Urso chiede nuovo piano industriale
Ai primi di ottobre altro tavolo al Mimit, incontri tecnici previsti il 3-4 settembre
"Il Governo è al lavoro con determinazione per creare le condizioni necessarie a una soluzione condivisa, concreta e sostenibile, che tuteli tutti i lavoratori, eviti i licenziamenti e salvaguardi gli stabilimenti e le produzioni in Italia. I precedenti incontri tecnici e il tavolo odierno rappresentano un primo passo importante del percorso che ci eravamo prefissati, sul quale continueremo a lavorare con la massima determinazione". È quanto dichiarato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al tavolo Electrolux, convocato oggi al Mimit.
Al tavolo di lavoro hanno partecipato il ministro per i Rapporti con il parlamento, Luca Ciriani, i vertici dell’azienda, i rappresentanti delle Regioni e le organizzazioni sindacali e datoriali.
“Ora - aggiunge Urso - ci aspettiamo che l’azienda dia seguito al confronto, definendo tempi certi per il processo di transizione e presentando una nuova proposta industriale già nel prossimo tavolo che sarà convocato ai primi di ottobre, dopo gli incontri tecnici già fissati per il 3-4 settembre, che assicuri prospettive concrete per il futuro di Electrolux in Italia”.
Nel corso del tavolo il ministro ha ribadito che la vertenza Electrolux è un caso europeo, non solo nazionale, evidenziando che negli ultimi sei anni sono già stati chiusi 25 stabilimenti dell’elettrodomestico in Europa.
“Bisogna agire subito o rischiamo il collasso industriale - prosegue il ministro - Per questo abbiamo promosso e presentato un non-paper sul settore, che ha ottenuto il sostegno di Francia, Germania e Polonia, all’attenzione del vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné. Un documento che illustrerò al prossimo Consiglio Competitività, previsto a Bruxelles alla fine di settembre, affinché diventi la base della discussione europea".
Il ministro ha poi evidenziato che i confronti tecnici svolti in questi giorni tra l’azienda e le organizzazioni sindacali hanno già chiarito che il costo dell’energia ha un’incidenza limitata e non può essere indicato come la causa determinante della crisi.
Urso ha ribadito che “il Governo è pronto a fare la sua parte, accompagnando questo percorso di transizione verso una soluzione condivisa, mettendo in campo tutti gli strumenti nazionali disponibili: dalla tutela dei lavoratori, attraverso gli ammortizzatori sociali, al sostegno dei volumi produttivi e degli investimenti. Ogni intervento pubblico dovrà però inserirsi in un piano serio e verificabile, con impegni chiari, da parte dell’azienda e dei sindacati, sulla produzione, sull’occupazione e sul futuro degli stabilimenti italiani”.
EFA News - European Food Agency