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CLARA MOSCHINI

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Commoditiy. Tensioni e clima spingono i prezzi

Aretè, a luglio il mercato del gas è aumentato del 20,4%, quello delle patate schizza del +456%


 Nel mese di luglio, il TTF, riferimento europeo per il mercato del gas, è aumentato del 20,4% rispetto a giugno, mentre il PUN, riferimento per il mercato dell’energia elettrica in Italia, ha segnato un rialzo del 18,5%. A sostenere le quotazioni, sottolinea Aretè, sono state soprattutto le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che hanno alimentato i timori per la sicurezza dei flussi di GNL provenienti dal Golfo e provocato forti oscillazioni dei prezzi, spiegano gli esperti di Areté –The Agri-Food Intelligence Company. 

I consumi di gas dell’UE sono rimasti inferiori rispetto allo scorso anno, ma la minore domanda non è stata sufficiente a compensare le preoccupazioni sul fronte dell’offerta. L’attenzione resta concentrata sugli stoccaggi europei, pieni al 56,88% a fine luglio, il livello più basso per la data dal 2013; più favorevole la situazione italiana, con scorte al 75,4%. 

Sul mercato elettrico, il 5 agosto il PUN ha raggiunto 207 €/MWh, superando per la prima volta da inizio anno la soglia dei 200 €/MWh. Il minore apporto delle rinnovabili, in particolare dell’idroelettrico, ha aumentato il ricorso alla generazione a gas e potrebbe continuare a sostenere il PUN su livelli elevati nel breve periodo, concludono da Areté.

 PATATE

Il mercato europeo delle patate ha iniziato a mostrare i primi segnali di inversione di tendenza, dopo l’eccesso di offerta che aveva caratterizzato la campagna 2025/26 e portato le quotazioni su livelli minimi storici. Tra giugno e luglio, a livello medio mensile, i prezzi della categoria Frites, destinata alla grande industria e rilevati sul listino PotatoNL, hanno registrato un aumento del +456%. La categoria destinata alle piccole industrie ha segnato una crescita del +105%, mentre quella destinata al canale Fast Food ha mostrato una variazione del +384%.

Secondo le analisi Areté, il recupero è riconducibile alle prospettive di calo produttivo nei principali Paesi produttori in UE, legato ad un calo massiccio delle aree seminate (-14% complessivamente tra Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi), che si uniscono alle incertezze sulle rese causate dalle ripetute ondate di calore e dalla persistente carenza di precipitazioni che hanno interessato gran parte dell'Europa occidentale e centrale.

Il movimento resta però soprattutto indicativo di una prima inversione del trend, in un mercato dove le quotazioni restano ancora nettamente inferiori rispetto a quelle delle campagne 2023/24 e 2024/25.

 

 

Fc - 62359

EFA News - European Food Agency
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