Cereali: import ed export in calo nei primi cinque mesi
Saldo valutario netto pari a -1,081 mld euro, contro -1,319 mld nel 2025
Sulla base dei dati provvisori Istat le importazioni in Italia nel settore dei cereali, semi oleosi e farine proteiche nei primi cinque mesi del 2026 risultano diminuire rispetto all’anno precedente nelle quantità di 59.200 tonnellate (-0,5%) e nei valori di 299,4 milioni di euro (-7,9%).La riduzione si deve in particolare alle minori importazioni di mais (-246.000 t, pari a -7,6% nelle quantità e -98,1 milioni di euro, pari a -12% nei valori) e grano duro (-54.300 tonn, pari a -4,1% nelle quantità e -75,5 milioni di euro, pari a -18% nei valori).
L’import di grano tenero aumenta nelle quantità di 106.000 t (+3,9%) e si riduce nei valori del 7,1% (-48 milioni di euro). Le importazioni di farine proteiche e vegetali risultano stabili nelle quantità (-0,3%) ed in riduzione nei valori (-7,4%), mentre per i semi e frutti oleosi si registra un incremento delle quantità pari a +65.000 t a fronte di una riduzione del corrispondente valore di 3,2 milioni di euro. L’import di riso, considerato nel complesso, diminuisce del 7,1% nei valori ed aumenta del 6,9% nelle quantità. In calo le importazioni di mangimi a base di cereali, sia per quanto riguarda i valori (-10%), sia nelle quantità (-15%).
Le esportazioni dall’Italia nei primi cinque mesi del 2026 diminuiscono nelle quantità di98.000 tonnellate (-4,5%) e nei valori di 61,2 milioni di euro (-2,5%), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si mette in evidenza il calo delle vendite all’estero di cereali in granella (-70.200 tonnellate, di cui -41.000 di grano duro e -25.000 t di grano tenero), dei prodotti trasformati (-58.500 t) ed in misura minore della semola di grano duro (-1.700 t). Per contro aumentano le quantità esportate di farina di grano tenero (+20.000 t, pari a +14,5 milioni di euro), di paste alimentari (+2,7% in quantità e -1,2% in valore) e di mangimi a base di cereali (+5,6% in quantità e +5,8% in valore). Le vendite all’estero di riso (considerato nel complesso tra risone, riso semigreggio e riso lavorato) si riducono di 22.000 t, pari a -7,1%.
I movimenti valutari relativi all’import/export del settore cerealicolo hanno comportato nei primi cinque mesi del 2026 un esborso di valuta pari a 3.513,9 milioni di euro (3.813,3 nel 2025) ed introiti per 2.432,2 milioni di euro (2.493,4 nel 2025). Pertanto il saldo valutario netto è pari a -1.081,7 milioni di euro, contro -1.319,9 milioni di euro nel 2025.
EFA News - European Food Agency