Statistiche agricole/2. Coltivazioni cereali in netto calo in Italia
Contrazioni a due cifre per zucchero, mais e avena. In crescita soia ed erbai monofiti
La recente analisi Istat (leggi notizia EFA News) considera le specie vegetali più rilevanti sulla base delle quote di superficie agricola utilizzata per la loro produzione.
In merito ai seminativi, le 18 specie selezionate impiegano il 35,7% della superficie in produzione agricola nel 2025 (in diminuzione di 13,7 punti percentuali rispetto al 2006). Il confronto tra 2025 e 2006 evidenzia un sostanziale equilibrio tra il numero di specie in flessione e crescita sia in termini di superfici coltivate (9 flessioni) che di produzioni (8 flessioni). Le contrazioni si concentrano tuttavia sui seminativi più rilevanti come superficie agricola utilizzata e risultano particolarmente ampie per la barbabietola da zucchero (-79,5% della superficie e -80,8% della produzione), il mais (-51,2% della superficie e -42,7% della produzione), l’avena (-39,1% della superficie e -43,4% della produzione) e l’orzo (-31,2% della superficie e -34,9% della produzione).
La contrazione registrata dal mais rappresenta uno degli eventi più significativi dell’evoluzione agricola italiana recente considerando che nel 2025 le superfici coltivate superavano i 500mila ettari. La minore flessione della produzione rispetto alle superfici ha determinato una crescita della resa (produzione per ettaro), passata da 86,8 quintali per ettaro a 101,9 (+17,4%), ad indicare una concentrazione della coltura nelle aree maggiormente produttive e un miglioramento dell’efficienza tecnica.
Anche il frumento duro, che continua a rappresentare una delle principali colture nazionali con una superficie coltivata di oltre 1,1 milioni di ettari, mostra una riduzione della superficie (-15,5%) e della produzione (-9,3%), sebbene con una crescita contenuta della resa (+7,4%). Di contro, il frumento tenero registra una flessione della produzione (-21,4%) superiore a quella delle superfici (-12,3%) con la conseguente diminuzione della resa per ettaro (-10,4%).
In controtendenza rispetto alla contrazione di superfici e produzione di alcune delle coltivazioni cerealicole tradizionalmente più rilevanti per l’agricoltura italiana, risultano in crescita alcune colture orientate alla zootecnia e alle produzioni proteiche. La soia cresce del 69,1% in termini di superficie e del 94,6% in termini produttivi, con un incremento della resa (+15,2%). L’espansione appare coerente con la crescente domanda di proteine vegetali per mangimi e con le strategie europee di riduzione della dipendenza dalle importazioni. Rilevante è anche l’incremento degli erbai monofiti (+106,8% di superficie e +97,1% di produzione), indicativo della crescente integrazione tra coltivazioni e allevamenti. Dal punto di vista delle rese, le crescite più significative riguardano il girasole (+24,9%) – sebbene frutto di contrazioni sia delle superfici sia delle produzioni – e il pomodoro in piena aria (+18,5%), che nel ventennio passa da 508,4 a 602,5 quintali per ettaro. Tra le specie caratterizzate dalla crescita della resa, oltre al già citato mais troviamo la patata comune (+15,3%) e la soia (+15,2%).
Le rese per ettaro diminuiscono in 10 casi su 18, ad indicare la sia pur lieve prevalenza di casi in cui le superfici coltivate, per effetto di scelte aziendali o di erosione e minore fertilità della terra, generano quantità minori di prodotti finali. Questa tendenza indica che le aziende che praticano colture di tipo seminativo solo in alcuni casi hanno potuto reagire alla riduzione della disponibilità di superficie agricola attraverso processi di intensificazione produttiva e selezione delle aree maggiormente efficienti.
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EFA News - European Food Agency