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CLARA MOSCHINI

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Beko, tavolo di verifica al Mimit sul piano industriale

Il ministro Urso: “Servono misure urgenti da UE per tutelare settore”

"Abbiamo incalzato la Commissione europea affinché adotti misure urgenti e un piano strategico per rendere sostenibile la produzione di elettrodomestici in Europa. In questa direzione va il non-paper italiano, sostenuto da Germania, Francia, Polonia, Spagna e Slovacchia e discusso all’ultimo Consiglio Competitività a Bruxelles: un’iniziativa che ha incassato l’impegno della Commissione, confermato dal vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné in una recente lettera. Ora occorrono interventi concreti anche per contrastare gli effetti della sovrapproduzione cinese”. 

Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aprendo i lavori del tavolo di monitoraggio Beko al Mimit, convocato per un aggiornamento sull’attuazione del piano industriale siglato nell’aprile 2025, alla luce dei ritardi registrati sia nella realizzazione degli investimenti sia nel raggiungimento degli obiettivi di profitto.

Beko ha sostanzialmente confermato il piano per l’Italia, riferendo che il peggioramento del mercato sta tuttavia determinando un forte calo dei volumi e un rallentamento degli investimenti. Ha altresì confermato che proseguono la riorganizzazione dei siti e la gestione degli esuberi.

“In ogni crisi industriale - dichiara il sottosegretario di Stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto - il Governo lavora esplorando tutte le possibili soluzioni per garantire un futuro produttivo e salvaguardare le prospettive occupazionali. Nel corso del tavolo Beko di oggi sono emerse alcune criticità nell’attuazione dell’accordo sottoscritto nel 2025. Abbiamo pertanto richiamato l’azienda al pieno rispetto degli impegni assunti, ai quali il Governo, le organizzazioni sindacali e gli enti locali hanno finora tenuto fede”.

Nel corso della riunione, il ministro Urso ha inoltre riferito della disponibilità manifestata da Leonardo a contribuire alla reindustrializzazione del sito Beko di Siena, attraverso un proprio presidio industriale che possa assorbire una parte significativa degli occupati. L’eventuale insediamento si inserirebbe in un progetto più ampio, volto alla realizzazione di un cluster industriale con la presenza di altre imprese.

Le organizzazioni sindacali, dal canto loro, hanno espresso criticità sui ritardi negli investimenti e sull’inadeguatezza delle iniziative commerciali, chiedendo inoltre al ministero di favorire un confronto diretto con la proprietà turca di Beko. Il Mimit si è impegnato su questo fronte e continuerà a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione, a tutela dei lavoratori e delle prospettive industriali e occupazionali dei siti italiani. Le parti hanno inoltre concordato di aggiornare il tavolo tra circa 20 giorni, per un approfondimento specifico sulla situazione di ciascuno stabilimento italiano del gruppo.

red - 63595

EFA News - European Food Agency
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