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CLARA MOSCHINI

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Assica e Barilla in prima linea nel Carbon farming

L’esperienza delle aziende a confronto alla Camera: si pensa a un disegno di legge

Fare dell’agricoltura italiana una protagonista del carbon farming europeo, partendo dal lavoro già avviato a livello nazionale. È il messaggio emerso ieri alla Camera dei Deputati dal convegno “Agricoltura rigenerativa e carbon farming: dal quadro europeo alla policy italiana”, promosso da Generazione Cibo – il gruppo che riunisce Assalzoo, Assica, Gruppo Barilla, Leone Alato e Oleificio Zucchi – su iniziativa dell’onorevole Aldo Mattia (VIII Commissione Ambiente).

Il quadro europeo ha registrato un importante avanzamento. Nel luglio 2026 la Commissione europea ha adottato, nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/3012, le prime metodologie di certificazione per il carbon farming, riguardanti le attività agricole e agroforestali su suoli minerali, il ripristino delle torbiere e di altri suoli organici e l’imboschimento. Una volta concluso l’esame di Parlamento europeo e Consiglio, gli schemi di certificazione potranno chiederne il riconoscimento, in vista dell’operatività del Registro dell’Unione prevista entro il 2028.

Anche l’Italia ha compiuto passi significativi, istituendo presso il Crea il Registro nazionale dei crediti di carbonio volontari e adottando, con il decreto interministeriale dell’ottobre 2025, le linee guida per la componente forestale. Resta ora da completare il quadro attuativo per il settore agricolo, assicurandone la coerenza con le nuove regole europee, così da arrivare pronti all’avvio del sistema di certificazione dell’Unione.

La sfida è rilevante: secondo Ispra, nel 2024 l’agricoltura ha generato il 7,7% delle emissioni nazionali di gas serra, ma può contribuire alla mitigazione climatica anche attraverso l’incremento degli assorbimenti di carbonio nei suoli e nella vegetazione e la riduzione delle emissioni connesse alle pratiche agricole.

Per completare il percorso sul fronte agricolo, Generazione Cibo ha individuato tre priorità:

  1. Definire tecnicamente le pratiche agricole e rigenerative, attraverso un insieme aggiornabile di interventi riconoscibili, misurabili e incentivabili, coerente con le metodologie europee di certificazione.
  2. Rafforzare il sistema di certificazione e verifica, valorizzando organismi accreditati e procedure conformi agli schemi riconosciuti dalla Commissione europea, per garantire trasparenza, affidabilità e credibilità dei risultati ambientali.
  3. Completare il Registro nazionale per la componente agricola, definendo criteri di riconoscimento e tracciabilità dei crediti volontari e assicurando il coordinamento con il futuro Registro dell’Unione europea.

“Il carbon farming potrebbe diventare una leva concreta per la transizione ecologica e un ulteriore reddito aggiunto per le imprese agricole. Il Parlamento potrebbe accompagnare il governo nella costruzione di un quadro nazionale coerente con le regole europee e il confronto di oggi anche con eventuali pareri diversi tra loro è un primo passo verso una nuova e ulteriore stagione, sia essa ambientale che economica”, ha dichiarato l’onorevole Aldo Mattia.

“Dal 2018 Mulino Bianco promuove, sulla filiera del grano tenero, pratiche di agricoltura sostenibile, attraverso il disciplinare “Carta del Mulino”. Dal 2025 questo percorso si è ulteriormente arricchito con il lancio del primo biscotto da agricoltura rigenerativa, Buongrano. L’incontro di oggi è una bella occasione per parlare di questi temi e per lavorare, tutti insieme, aziende e istituzioni, alla promozione di pratiche agricole e di filiera sempre più responsabili”, ha spiegato Andrea Sorbello, direttore Public Affairs del Gruppo Barilla.

“La sostenibilità della filiera è ambientale, economica e sociale insieme. Il carbon farming deve diventare anche reddito per agricoltori e allevatori: il Registro nazionale è già una realtà per il forestale, ora chiediamo di completarlo per la componente agricola e di riconoscere la vendita dei crediti come attività connessa”, ha dichiarato Giovanbattista Pallavicini, responsabile Relazioni Istituzionali di Assica.

red - 63659

EFA News - European Food Agency
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