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CLARA MOSCHINI

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Libri. Castagna, questa sconosciuta

Una guida all’aggiornamento della coltivazione alla luce di esigenze produttive, avversità fitosanitarie e cambiamento climatico

Oggi il settore della castanicoltura è colpito da una crisi che si può definire culturale, in quanto nell’ultimo mezzo secolo si è continuato a fare ciò che funzionava in passato senza dare spazio a nuove soluzioni agronomiche e senza considerare che il contesto locale e quello globale siano profondamente cambiati. In questo scenario di trasformazione, il settore si ritrova di fronte a una drastica riduzione delle superfici e a un’età media dei castagneti italiani elevatissima.

Per rispondere alle esigenze della castanicoltura della nostra era e alla necessità di un aggiornamento tecnico e innovativo, Gabriele Beccaro, professore ordinario di Arboricoltura generale, Giovanni Gamba, coordinatore del Centro di Castanicoltura del Piemonte, Maria Gabriella Mellano, biologa e dottore di ricerca in Colture arboree, hanno curato “Il castagno. Manuale tecnico-agronomico” (Edagricole, 2026, 262 pagine).

Pensato per castanicoltori, vivaisti, agronomi, tecnici agricoli e forestali, studiosi di arboricoltura, frutticoltura e scienze agrarie, si tratta di una vera e propria guida che permette di avere un quadro completo sull’intero processo di coltivazione, dalla scelta dei semi all’innesto e alla certificazione vivaistica del castagno, insieme ad altri aspetti come la concimazione, l’irrigazione, la raccolta e la gestione delle infestanti. Una parte è interamente dedicata a malattie del castagno e agli insetti dannosi. Inoltre, con una sezione sulle dinamiche commerciali e sui mercati internazionali, il volume illustra anche lo scenario produttivo globale con una particolare attenzione al castagno nei territori italiani e al suo ruolo nel mercato nazionale.

Secondo Beccaro, innovare la castanicoltura non è un modo per rompere dalla tradizione e in un certo senso tradirla, ma con diecimila anni di storia, un aggiornamento tecnico nella gestione della coltura è inevitabile poiché attualmente il castagno si ritrova a convivere con cambiamento climatico, esigenze produttive e società del tutto diverse. Dunque, continuare a seguire la tradizione e a fare come si è sempre fatto significherebbe rinunciare alle sfide del futuro della castanicoltura.

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EFA News - European Food Agency
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